“Vogliamo mantenere e ampliare la capacità ricettiva dei nostri nidi, ma l’unica soluzione è la concessione di gestione indiretta delle strutture”. Non ha lasciato spazio a dubbi l’intervento del sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini, sulle volontà politiche dell’amministrazione in tema servizi educativi per l’infanzia, arrivato nel corso del consiglio comunale aperto di giovedì 15 ottobre centrato sulla situazione dei nidi cittadini, che da inizio anno infiamma il dibattito pubblico e politico folignate.
La dichiarazione è arrivata in risposta alle richieste dei rappresentanti del comitato “Infanzia Bene Comune” e dei genitori dei bambini che fino al mese di settembre scorso frequentavano l’asilo nido “Innamorati”, che hanno manifestato le proprie istanze riguardo ai fatti recenti, a partire dall’aumento delle rette subito, alzatesi da 495 a 693 euro dopo il cambio di gestione, affidato a La Piramide.
Il dibattito in consiglio ha preso le mosse proprio da quanto sostenuto dai rappresentanti. In primis, Anna Laura Venanzi del comitato ha attaccato la scelta dell’amministrazione Zuccarini di affidare per l’anno in corso le code pomeridiane alle cooperative e di procedere verso la gestione indiretta di due strutture comunali per il prossimo anno educativo, giustificandola con la garanzia del servizio e con lo scavalcamento dei vincoli giuridici che imporrebbero al Comune di mantenere il rapporto tra spesa per il personale ed entrate correnti sotto la quota del 27%.
Venanzi, dopo aver riepilogato le criticità della situazione vigente, tra cui il rischio del venir meno della continuità educativa e il costo di “150mila euro per la copertura delle code pomeridiane attraverso le cooperative”, ha lanciato la proposta di “riportare gradualmente l’organico delle educatrici dei nidi comunali a 29 unità – oggi a 26 – e predisporre una graduatoria da cui attingere per le assunzioni a tempo determinato in modo da garantire soluzioni rapide ed efficienti”.
A partire da ciò la rappresentante del comitato ha chiesto “l’istituzione di un tavolo permanente di confronto con il comitato ‘Infanzia Bene Comune’, insieme a tutti gli altri soggetti coinvolti”, oltre a pianificazione e volontà di intercettare fondi europei e regionali. “Non siamo contro qualcuno – ha aggiunto –, siamo per il diritto dei bambini a un’educazione pubblica di qualità, per il diritto delle famiglie a non essere lasciate sole, per il riconoscimento del lavoro educativo, per una città che investe davvero sull’infanzia”.
Poi, l’intervento di Valentina Scopolini, che ha parlato in rappresentanza dei genitori dei bambini che fino a poche settimane fa frequentavano il nido di Borroni, dove dopo l’innalzamento delle rette comunicato a fine settembre è rimasta solo un’iscritta. Qui i problemi riconosciuti sono quelli legati alla retta e al nuovo coordinatore pedagogico, che da Avezzano dovrebbe svolgere la sua funzione, ma soprattutto sui termini della gara.
“Dopo esserci rivolti a dei professionisti legali – è intervenuta Scopolini – e dopo quanto previsto dalla nuova aggiudicazione alla cooperativa La Piramide, è emerso che la procedura di affidamento è impugnabile per violazione del legittimo affidamento, in quanto la comunicazione delle condizioni di offerta del servizio è avvenuta dopo l’avvio dell’anno scolastico”.
Secondo Scopolini, infatti, la procedura non avrebbe rispettato “la delibera del consiglio comunale numero 32 del 2012 che istituiva il Centro per l’Infanzia, richiamata anche nella determina dirigenziale di affidamento”. Nel regolamento sono stati fissati 12 mesi di apertura, mentre il bando di cui La Piramide è stata aggiudicataria ne prevedeva 11, ma, soprattutto “è stabilito che la retta debba essere suddivisa tra quota fissa e unitaria, mentre quella attualmente prevista ha importo fisso”.
Dubbi sono stati espressi anche sul bonus comunale, che nell’ultimo incontro del 29 settembre tra genitori e amministrazione, la dirigente dell’Area Servizi sociali e scolastici aveva annunciato fosse possibile, “perché viola la par condicio dei partecipanti alla gara, perché doveva essere previsto nel bando. La Locomotiva – ha evidenziato Scopolini – è stata esclusa proprio perché ha presentato un’offerta ritenuta troppo bassa rispetto alla base d’asta e alla qualità tecnica dichiarata”. E, infine, “la cooperativa entrante non può abbassare i prezzi rispetto a quanto stabilito nella procedura di affidamento”, contrariamente a quanto La Piramide ha invece proposto ai genitori lo scorso 30 settembre, con l’abbassamento del costo da 693 euro a 625.
La richiesta da parte dei genitori, quindi, in questo caso è stata quella di procedere “all’annullamento della gara”, anche se questo comporterebbe “l’esposizione del Comune a una richiesta di risarcimento danni da parte de La Piramide”. Al contempo però, stando a quanto riportato in consiglio, ad emergere sarebbe un vero e proprio “dilemma dei prigionieri, che porterebbe la Locomotiva ad avere diritto di ricorso nei confronti del Comune qualora fosse previsto il bonus, mentre la rinuncia al servizio da parte de La Piramide (poiché si rischia non ci siano più bambini al nido ‘Innamorati’, ndr) comporterebbe il rischio di una segnalazione all’Autorità nazionale anticorruzione”.
A seguire è intervenuto anche l’assessore all’Istruzione della Regione Umbria, Fabio Barcaioli, che ha sottolineato come nel 2025 “a Foligno ci sono 1.386 bambini tra 0 e 3 anni e solo il 27% di questi frequenta i nidi”. A partire da questo, come già fatto in passato, è tornato a spiegare che “la Regione attraverso un bando ha messo sul piatto 6 milioni di euro del Fondo sociale europeo, validi attraverso un finanziamento di due anni da 5.600 euro l’anno per ogni nuovo posto nido creato dai Comuni, ma Foligno ne ha richiesti solo 5”. “La Regione – ha poi commentato – è a disposizione per sostenere questa città e riaprirà il bando a dicembre”.
A rispondere alle dichiarazione dei rappresentanti di genitori e comitati, che hanno interessato anche i temi relativi agli aumenti delle mense per le scuole dell’infanzia e i disagi del trasporto pubblico, sono state la dirigente dell’Area Servizi sociali e scolastici del Comune di Foligno, Sandra Ansuini, e l’assessore alla Scuola, Elisabetta Ugolinelli, oltre, come detto, al sindaco Stefano Zuccarini.
Intervenute dopo i vari interventi dei consiglieri di minoranza, come quelli di Rita Barbetti, David Fantauzzi, Tommaso Feliziani – che nello specifico ha proposto una mozione per l’istituzione di una commissione permanente sui servizi educativi e per l’infanzia –, Maria Frigeri, Mauro Masciotti e Mario Bravi, oltre a quelli dei consiglieri di Fratelli d’Italia Valentina Gualdoni e Angelo Riccioni lato maggioranza, Ansuini e Ugolinelli hanno fornito la loro versione su alcuni punti sollevati dai genitori, cercando di chiarire la questione.
Sul fronte delle educatrici dei nidi comunali a gestione diretta, l’assessore alla Scuola ha spiegato “che le 26 educatrici di cui dispone il Comune non bastano per gestire tutte le strutture di cui dispone e i limiti assunzionali ci impediscono di assumere nuove educatrici”. Su quelli che Barcaioli ha definito “solo 5 nuovi posti” ottenuti tramite il finanziamento della Regine, Ugolinelli ha chiarito che “chiederne di più avrebbe comportato l’assunzione di nuove educatrici, cosa non possibile per i vincoli di bilancio”. Sul fronte delle rette comunali, invece, ha aggiunto che “la volontà dell’amministrazione è quella di espandere i servizi e potenziarli, ma le rette non aumenteranno”.
A farle eco la dirigente Ansuini, che ha tentato di scongiurare i dilemmi posti sulla retta del nido “Innamorati” e sulla questione legata al numero di educatrici: “La scelta di avere 26 educatrici è una scelta obbligata perché nasce da dei vincoli istituzionali che questa amministrazione è tenuta a rispettare. Mi era stato chiesto – ha detto – di trovare una soluzione al contingentamento dei bambini nelle ore pomeridiane, che ai genitori non andava bene, che è stata individuata in quella di affidare esternamente le due ore del pomeriggio ad una cooperativa”.
Rispetto problema sollevato dalle famiglie sul rischio della continuità educativa ha specificato che questa sia “garantita dal fatto che le educatrici che lavorano al nido hanno mezz’ora per scambiarsi con le educatrici delle cooperative che lavorano nel pomeriggio e nei primi 15 giorni è stato anche fatto un affiancamento a tutela dei bambini”.
“La gara per il nido ‘Innamorati’ – ha proseguito – si è conclusa il 16 settembre e il 18 abbiamo fatto la prima riunione con le famiglie che hanno espresso le loro perplessità, poi il 29 abbiamo fatto un incontro presentando le educatrici e il coordinatore pedagogico”. Sulle criticità legate a quest’ultima figura Ansuini ha precisato che avendo il coordinatore un massimo di 3 ore settimanali e 20 anni di esperienza, in un contesto come questo il fatto che non fosse qui sempre non è risultato un problema”.
“Sulla retta – ha detto – sono potuta intervenire solo dopo l’approvazione del consiglio comunale. L’importo è determinato da considerazioni tecniche legate al costo del personale che si porta dietro l’abilitazione delle tabelle ministeriali sulle cooperative, rispetto ad altri costi che possono essere aumentati. Considerando questi aspetti, l’importo che viene fuori è dovuto dal costo del personale da quanto stabilito dal Ministero. Poi, essendoci una procedura di gara in mezzo, il comune non può intervenire con dei fondi per abbattere il costo delle rette, neanche con dei contributi, come era stato pronosticato”.
In chiusura l’intervento del sindaco Zuccarini, che ha ripercorso la faccenda e dato le sue risposte: “Lo scorso anno ci siamo trovati di fronte ad una questione del personale che rischiava di bloccare il servizio degli asili. Da questo è derivata una riflessione tecnica prima e politica poi. Sotto il punto di vista giuridico noi non siamo in grado di mandare avanti i nostri asili comunali assumendo nuove educatrici, perché la legge ci impone tutta una serie di limiti nell’assunzione degli insegnanti e questo è stato testimoniato dai problemi relativi alle sostituzioni che hanno prodotto gli scioperi”.
“L’unica strada che abbiamo – ha aggiunto – è quella di svincolarci dalla questione del personale, che non è una colpa degli insegnanti, ma è un problema di turnover che non siamo in grado di gestire. Il modo per mandare avanti questo sistema che tutti abbiamo rivendicato è quello delle gestioni indirette. Nei comuni umbri la maggior parte dei nidi sono a gestione indiretta, non si capisco perché a Foligno non possa essere così.
“A me interessa il futuro dei nidi – ha aggiunto – e una gestione indiretta dove la retta per i genitori non cambia, i piani di insegnamento sono gestiti dal Comune nell’ambito dell’appalto, l’affiancamento viene fatto con le maestranze del Comune è e deve essere la soluzione”.
Sui fondi regionali paventati da Barcaioli “bisogna essere onesti, quella descritta è una misura provvisoria che non garantisce continuità, non possiamo sperare nei contributi pubblici per mantenere questo servizio. Abbiamo a cuore le politiche per la famiglia, l’assessore Barcaioli ha fatto sicuramente una cosa giusta, ma una misura temporanea e legata al concetto di ampliamento del numero non è la soluzione di cui abbiamo bisogno”.


















