Che cosa significa, nel cuore del terzo millennio, educare alla libertà, alla responsabilità e alla partecipazione attiva? E in che modo le aule scolastiche possono trasformarsi in autentici laboratori di giustizia sociale e inclusione? Sono questi gli interrogativi cruciali intorno a cui si snoderà la mattinata che venerdì 23 ottobre vedrà protagonisti gli studenti del liceo “Frezzi – Beata Angela” di Foligno.
All’auditorium “San Domenico”, le classi degli indirizzi di scienze umane e dell’economico sociale avranno l’opportunità di confrontarsi direttamente con Paolo Landi, noto sindacalista ed ex allievo della scuola di Barbiana, fondata da don Lorenzo Milani nel 1954.
L’appuntamento rappresenta un momento d’altissimo valore pedagogico e civile. Attraverso il racconto di chi ha conosciuto Don Milani ne ha condiviso l’approccio, i giovani folignati potranno accostarsi a una delle pagine più incisive della storia educativa italiana.
La lezione di Barbiana continua infatti a sollevare questioni di strettissima attualità: il diritto inviolabile all’istruzione, la lotta contro la povertà educativa e le disparità sociali, la centralità della persona e, soprattutto, il valore della parola come strumento emancipatorio. Dare la parola agli ultimi significa consentire a ciascuno di comprendere la realtà complessa e di esercitare a pieno titolo i propri diritti di cittadinanza democratica. Attraverso la voce dell’ex allievo di don Milani, l’iniziativa del Liceo “Frezzi – Beata Angela” punta a superare i confini della nozionismo teorico, offrendo ai ragazzi un’esperienza diretta di dialogo intergenerazionale.
Un’occasione per ribadire che la scuola non è un semplice contenitore per la trasmissione dei programmi, ma una vera palestra di coscienza critica e impegno civile. Perché l’insegnamento di don Lorenzo Milani ricorda ancora oggi che l’istruzione non riguarda esclusivamente il successo del singolo studente, ma la qualità della democrazia e il futuro dell’intera comunità.


















