Dopo il successo registrato all’esordio nel 2025, torna a Foligno l’“Escape School Contest”, la manifestazione giunta quest’anno alla sua seconda edizione promossa dall’Istituto tecnico tecnologico “Leonardo Da Vinci” di Foligno, in stretta sinergia con il teatro “San Carlo” e il Laboratorio di scienze sperimentali. La giornata di sabato 7 novembre si prefigge di valorizzare l’universo delle discipline Stem (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), mostrandone l’impatto concreto nella formazione delle giovani generazioni e nella costruzione del domani.
Il cuore pulsante dell’iniziativa scatterà nel pomeriggio. Dalle 15 alle 18, i locali dell’istituto di viale Marconi si trasformeranno in un cantiere aperto di logica e creatività: saranno proposti percorsi laboratoriali tematici ed enigmi Stem da risolvere a tempo. Un’esperienza pensata per coinvolgere direttamente non solo gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, ma anche famiglie, docenti e curiosi. L’obiettivo è quello di mostrare come il pensiero scientifico possa diventare uno strumento di cooperazione e problem solving applicabile alla vita di tutti i giorni.
A coronamento del pomeriggio di attività, alle 18 l’attenzione si sposterà nell’Aula Magna dell’Itt “Da Vinci” per un momento di altissimo profilo divulgativo: la tavola rotonda intitolata “Intelligenza artificiale: dall’algoritmo alla persona”. Attorno al tavolo si confronteranno tre voci di rilievo del panorama scientifico e mediatico: Marilù Chiofalo, professoressa di Fisica della materia all’Università di Pisa, l’ingegnere Elisa Maiettini (PhD) e Giuseppe Marino, noto volto del giornalismo scientifico e inviato del Tg1 Rai.
Al centro del dibattito, affrontato con un linguaggio chiaro e accessibile a tutti, le grandi domande del nostro tempo: “Quali opportunità e trasformazioni porterà l’IA nel mondo della scuola e del lavoro? Come sta cambiando il nostro rapporto con l’apprendimento? E soprattutto, quali strumenti educativi servono affinché i ragazzi non siano meri consumatori passivi di tecnologia, ma cittadini consapevoli in grado di guidare l’innovazione senza smarrire la centralità della persona?”.


















