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Umberto Broccoli alla Festa di scienza e filosofia porta l’acqua attraverso i secoli

Pubblicato il 18 Aprile 2016 15:02 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:44

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Il noto giornalista Rai Umberto Broccoli, di fronte alla platea dell’auditorium San Domenico, rompe i silenzi e tuona: “Il Titanic naufraga, battuto dalla natura. Il Titanic si schianta contro una montagna d’acqua. Un paradosso: la più grande creatura mobile dell’uomo, viene affondata dall’elemento congelato da cui l’uomo deriva. Quell’iceberg sembrava dire che l’ uomo è nato dall’acqua, ma forse si è montato la testa. La stessa acqua in grado di dare la vita, è capace di annientare la superbia e dimostrare ancora una volta come e quanto l’uomo sia vincibile. Perché la categoria dell’invincibile, non ti appartiene, uomo! Il Titanic è il simbolo del Novecento. Ascritto dall’uomo nella categoria dell’invincibile, si schianta contro l’ elemento della vita, l’acqua gelata. E quindi si schianta contro se stesso”. É con queste parole e molte altre a volte recitate, altre raccontate, altre ancora cantate, che il giornalista conquista il pubblico ed il fragore dei suoi applausi. “L’acqua è da sempre l’elemento principe della vita sulla Terra”, afferma a gran voce Broccoli. Per giustificare questa empirica classifica non bastano né le proporzioni volumetriche né l’importanza economica e sociale. Bisogna attingere a quel rapporto ancestrale che lega la nostra esistenza al pianeta e che si può riassumere nel “motto” H2O uguale vita. La condizione la rende fulcro di dissertazioni e considerazioni per tutto il suo ciclo biologico, ma anche di contrapposizioni e contenziosi per il suo valore economico e sociale. Non occorre essere filosofi per individuare l’insostituibile ruolo immerso nella via dell’acqua nel crescere e nello svilupparsi delle civiltà che progressivamente hanno costruito il moderno. Tutte le attività commerciali si svolgevano intorno a grandi corsi d’acqua che rappresentavano alternativamente una vitale materia prima, un eccezionale mezzo di trasporto, un’inesauribile fonte di energia e quasi sempre una scellerata scelta di utilizzo degli invasi come discarica. Analizzando l’oggi con la proiezione della storia, sono altrettanto evidenti difficoltà e problemi che hanno caratterizzato l’evoluzione dei percorsi delle primitive società. Questo particolare modo di leggere e vivere i problemi e le peculiarità di cui essi sono portatori, non aiuta solo a capire l’esistente, ma offre una chiave di violino per traguardare il futuro. Dalla presentazione del giornalista risulta chiaro il messaggio che deve pervadere ognuno di noi. I nostri antenati, esempio avanzato di civiltà, la cui legiferazione, tutelava in modo appropriato i diritti della collettività, punivano severamente coloro che contravvenivano alle norme che regolavano l’acqua tenendo nella massima considerazione la sua pulizia ed il suo utilizzo. Sprecarla era un grave reato e sporcarla o inquinarla era un comportamento che veniva pagato a caro prezzo.

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