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Sogno di una notte di mezza estate: l’Antifestival di Cannaiola

Pubblicato il 1 Luglio 2016 13:22 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:57

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Un’idea che nasce in un ambiente quasi familiare. Un gruppo di amici, un prato abbandonato, quello del dimenticato campo sportivo di Cannaiola, e tanta voglia di avere uno spazio in cui sentirsi liberi di esprimersi. “Facciamoci la nostra festa”, iniziò tutto così. “Creiamo il nostro festival – fantasticava quel gruppo di amici – però non deve essere un festival normale”. Il risultato poi fu l’Antifestival di Cannaiola. Dieci anni dopo quello che si svolge a fine giugno ogni anno è un appuntamento che raccoglie sempre più presenze ed entusiasmo. La nona edizione, in programma in questi giorni, non sembra essere da meno. Anche se ancora non si è conclusa, terminerà intatti domenica 3 luglio, si è sempre registrato il pienone. Molto soddisfatti i ragazzi dello staff che vedono così ricompensate le loro fatiche, dato che si tratta totalmente di volontariato. Dai Gattuzan ai Villa Ada Posse e Jolebalalla, passando per la tribute band dei Pink Floyd Drunk Side e lo storico incontro tra Ac/Dc e Iron Maiden con gli High Voltage e Experiment Sound Project. Anche quest’anno l’immancabile appuntamento con I Sei Ottavi che hanno fatto cantare e ballare una folla intera mercoledì 29 e il Piotta che ha acceso il palco giovedì 30 luglio. Musica celtica per venerdì 1° luglio con i Celtic Connection e i The Clan, sabato invece atmosfere black e ritmi afro con la straordinaria artista salentina Mama Marjas, la chiusura domenica 3 luglio sarà affidata al blues con i Dead Shrimp ed i Modenesi The Chicken Queens. “C’è una novità per quanto riguarda l’area Relax, pensata fin dalla seconda edizione come spazio di rilassamento e scambio di opinioni, dove da quest’anno sono previsti concerti fisici per dare spazio a band emergenti che suonano dalle 20 alle 22 – afferma Tidio Nordio presentatore e responsabile dell’area – l’Antifestival serve a dare spazio agli artisti e farli sentire veri artisti”. La situazione familiare che ne ha consentito la nascita è la stessa che la tiene in vita ancora oggi e rende questo festival diverso dagli altri, davvero ‘anti’. Un prato immenso, palcoscenico in maniera trasversale di ogni tipo di musica, dove è possibile incontrare persone di tutte le età e, perché no, fare un’esperienza utile per la vita. “ Sono tanti i giovanissimi che ci danno una mano – continua Tidio – per molti è l’anticamera del lavoro perché imparano come muoversi in questo mondo”. “Non c’è nessun limite – prosegue – ho visto ragazzine ballare la tarantella con persone di una certa età, nonni dare una mano ai loro nipoti perché capivano che stavano facendo qualcosa di bello, bambini molto piccoli giocare sul prato mentre i loro genitori si godono il concerto della loro band preferita”. Uno spazio verde rilanciato e valorizzato, concerti gratuiti per dieci giorni di fila e la bellezza di sapere che per realizzare qualcosa di bello a volte basta la passione e la voglia di fare. 

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