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Il voto dei circoli alimenta le fibrillazioni nel Pd folignate

Pubblicato il 10 Aprile 2017 11:17 - Modificato il 5 Settembre 2023 17:40

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Una manciata di giorni per metabolizzare il voto dei circoli e nel Pd folignate è già tempo di (auto)analisi. E nuovi scenari. I risultati sono senza appello: la componente renziana ha vinto nettamente in ognuno dei sette circoli dem sparsi per la città. Gli orlandiani, invece, non sono riusciti a prevalere nemmeno nelle loro “roccaforti”. Cosa significa? Che all’interno del Partito democratico e, a cascata, in maggioranza e in Giunta, qualche equilibrio potrebbe essere rivisto e corretto. Vedremo. Di certo per gli orlandiani della prima ora, come il sindaco Nando Mismetti, il suo vice Rita Barbetti, l’assessore Maura Franquillo e la segretaria Patrizia Epifani – senza dimenticare i consiglieri Vincenzo Falasca, Chiara Allegretti e Seriana Mariani – si è trattato di un risveglio brusco: hanno provato a tirare la volata ma anche nei “loro” circoli non sono riusciti a portare a casa il risultato. Qualche esempio? Nei circoli di Prato Smeraldo, centro storico e Sant’Eraclio, feudi orlandiani di sindaco, assessori e segretario, i renziani hanno vinto con una certa facilità. Insomma, i renziani hanno mostrato che in città chi tira le fila nel Pd cittadino sono loro. E tra di loro, esclusa qualche meteora targata giovani turchi, sono gli ex Margherita ad aver fatto segnare l’affermazione più netta. Cose di cui prendere nota. Ma analizziamo la questione in un contesto più ampio. La vittoria renziana, infatti, assume un valore ancora più forte alla luce delle parole del consigliere comunale piddino Paolo Gubbini che, durante la seduta consiliare per l’approvazione del bilancio, ha chiesto a gran voce una verifica di maggioranza. Una sorta di tagliando di metà legislatura per fare un check sul lavoro fatto e sulle forze in campo. Parole, le sue, che dopo il voto dei circoli suonano ora profetiche. A complicare il quadro ci stanno pensando poi i mal di pancia dei socialisti e la “grana” Belmonte, la cui sostituzione sta creando forti imbarazzi in Giunta. Mismetti, comunque, è abituato a stare sulla graticola, lo sappiamo, ma questa volta le fibrillazioni sono trasversali e servirà molta pazienza per tessere una rinnovata tela. Chissà che l’appuntamento del 30 aprile, quando sarà scelto il nuovo segretario del partito, non porterà con sé qualche sorpresa.

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