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Chirurgia oncologica, Spoleto studia la qualità della vita dei pazienti anziani

Pubblicato il 2 Agosto 2017 14:32 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:56

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C’è un dato piuttosto preoccupante su cui l’ospedale di Spoleto sta lavorando affinchè si possa verificare una importante inversione di tendenza. Il dato in questione è che, secondo una statistica, nel 2020 più del 60 per cento dei tumori riguarderanno pazienti con età superiore a 70 anni, e che le più recenti indagini hanno mostrato una sopravvivenza sfavorevole tra gli anziani poiché questa categoria di utenti riceve cure spesso non ottimali. E allora la struttura complessa di chirurgia generale del “San Matteo degli Infermi” di Spoleto ha pensato bene di aderire allo studio GoSafe (Geriatric Oncology Surgical Assessment and Functional Recovery after Surgery), relativo alla valutazione chirurgica preoperatoria ed analisi della ripresa funzionale dei pazienti anziani sottoposti ad intervento chirurgico per patologia neoplastica. Sì, perché si tratta di studio prospettico internazionale di grande prestigio, promosso dalla Società europea di chirurgia oncologica, e utile a valutare il recupero funzionale post-operatorio e la qualità della vita dopo chirurgia oncologica in pazienti anziani. Principal investigator, per la struttura ospedaliera spoletina, dello studio internazionale sarà il dottor Luigi Marano, dirigente medico dell’Unità operativa complessa di chirurgia generale, mininvasiva e robotica diretta dal dottor Giampaolo Castagnoli. E lo studio internazionale viene proposto per diverse ragioni. “C’è anzitutto una preoccupante mancanza di conoscenza sui pazienti oncologici anziani sottoposti a chirurgia – spiega Luigi Marano – nonostante ci siano dati sulla sopravvivenza post chirurgica, la qualità della vita e il recupero funzionale vengono raramente determinati”. “Risulta inoltre necessario – prosegue il professionista del nosocomio spoletino – promuovere la multidisciplinarietà nel trattamento dei pazienti oncologici anziani, comprendere in quale modo la fragilità e le comorbidità siano associate a risultati clinici precoci e di lungo termine dopo la chirurgia nei pazienti oncologici anziani, ottenere dati prospettici che siano di supporto ai clinici nell’indirizzare le cure, evitando di sovrastimare o sottostimare il trattamento necessario ed identificare nuove strategie che consentano di migliorare i risultati funzionali come la preabilitazione”. L’obiettivo primario dello studio è valutare gli effetti della chirurgia sulla percezione dei pazienti relativa alla qualità della vita, paragonando auto-valutazioni pre e post-operatorie in pazienti anziani sottoposti ad interventi maggiori di chirurgia per tumori solidi. A ciò si aggiungono una valutazione del recupero funzionale in termini di ripresa delle attività quotidiane, la variazione delle attività di vita giornaliere e dello stato mentale, determinare morbidità e mortalità postoperatorie a 3 e 6 mesi, ottenere fattori prognostici per il recupero funzionale postoperatorio che siano di aiuto nella pianificazione del trattamento di futuri pazienti anziani a cui verrà proposto un intervento di chirurgia oncologica ed identificare le variabili che incidono sulla qualità di vita postoperatoria. Per il direttore generale dell’Usl Umbria 2, Imolo Fiaschini “si tratta di uno studio che presenta un rilevante impatto scientifico i cui risultati, a lungo termine, verranno pubblicati in letteratura medica internazionale. Ciò rappresenta un elemento di grande prestigio per la struttura complessa di chirurgia generale dell’ospedale di Spoleto, risultata idonea a figurare tra i più prestigiosi centri chirurgici internazionali in qualità di centro partecipante”.

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