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Colfiorito, acqua dalla palude per spegnere l’incendio. Dal Parco: “Non si può, denunciamo”

Pubblicato il 27 Agosto 2017 09:40 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:50

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Bruciano i monti e i boschi tra l’Umbria e le Marche. Da sabato pomeriggio un vasto incendio sta interessando la zona limitrofa alle Fonti delle Mattinate, tra Colfiorito e Serravalle di Chienti. Nella mattinata di domenica le fiamme sono ancora attive, con i vigili del fuoco che per far fronte all’emergenza stanno utilizzando un elicottero per scaricare l’acqua nella zona dell’incendio. Sin qui nulla di strano, se non fosse che l’acqua viene prelevata dalla palude di Colfiorito. Per i responsabili del Parco però tutto ciò sarebbe vietato. A denunciare quanto sta avvenendo, attraverso Facebook, è una delle responsabili dell’Ente Parco, Laura Picchiarelli. Oltre ad aver pubblicato una foto che ritrae l’elicottero prendere l’acqua dalla palude, Laura Picchiarelli spiega che “nonostante la gravità della situazione dovuta all’incendio di Fonte delle Mattinate – scrive su Facebook – non si può prelevare acqua dalla palude di Colfiorito, zona umida di interesse internazionale secondo la Convenzione di Ramsar. Il comando dei vigili del fuoco di Macerata è stato più volte avvisato e gli è stato chiesto di attingere da Polverina Caccamo o Fiastra, ma continuano a prendere l’acqua della Palude già in forte emergenza idrica”. Ed è per questo che, come annunciato dalla stessa Picchiarelli, “domani (lunedì ndr) scatterà la denuncia”, anche perché la palude è in piena emergenza legata alla siccità, che ha portato anche ad un morìa di pesci. Da dove prelevare dunque l’acqua per spegnere l’incendio? Per i responsabili del Parco, si devono utilizzare i vicini laghi di Caccamo, Polverina o Fiastra.

AGGIORNAMENTO ORE 11.48 – Nella tarda mattinata di domenica sarebbe arrivato anche un canadair per spegnere l’incendio, con l’acqua che non dovrebbe più essere prelevata dalla palude ma da altri bacini idrici.

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