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Malaridotto e De Felicis (Lega) chiedono la costruzione di un nuovo acquedotto di Bagnara

Pubblicato il 12 Dicembre 2021 08:56 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:29

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“Costruire un nuovo acquedotto di Bagnara, o rendere pienamente efficiente quello già esistente, per garantire una maggiore portata del fiume Topino e limitare al massimo le predite di acqua trasportata”. La proposta arriva dai consiglieri folignati della Lega Mauro Malaridotto e Marco De Felicis che, sulla questione, hanno presentato una mozione al sindaco e alla giunta affinché si attivino rivolgendosi ai competenti organi regionali.

“Nel corso degli ultimi anni i livelli di attingimento sono cresciuti a dismisura, anche a causa delle importanti perdite presenti – spiega Malaridotto -. Questo ha comportato, soprattutto nei mesi estivi, frequenti e prolungati periodi di magra che hanno creato numerosi problemi alla fauna ittica e in generale a tutto il territorio comunale”. Per il consigliere di maggioranza, è giunto quindi il momento di dotare l’Umbria di un nuovo acquedotto, “mettendo finalmente mano ad un’annosa vicenda – dice – colpevolmente lasciata sul tavolo da tutte le precedenti amministrazioni regionali”.

“La mozione – gli fa eco il collega De Felicis – cercherà di sanare delle situazioni che coinvolgono i diversi comuni attraversati dal Topino, che, in estate, scende regolarmente sotto il proprio deflusso minimo vitale”. Ribadendo come, anche in virtù degli effetti dei cambiamenti climatici, la risorsa acqua vada tutelata, il leghista spiega anche che “si chiederanno maggiori controlli sugli scarichi e gli attingimenti illegali, un controllo più trasparente dei prelievi alle sorgenti e una verifica dell’efficienza degli acquedotti folignati”.

I due leghisti di palazzo Orfini Podestà evidenziano, poi, come i periodi di magra del Topino nel periodo estivo siano causati anche dal superamento dei limiti stabiliti degli attingimenti per uso civile, “che vanno ad alimentare – dicono – l’acquedotto di Bagnara, che approvvigiona Nocera Umbra, Assisi, Perugia, Corciano, Magione e Passignano sul Trasimeno”. In questo senso, Malaridotto e De Felicis riavvolgono dunque il nastro e ricordano che “per compensare questi attingimenti fu decisa, negli anni Cinquanta la costruzione della diga di Acciano che doveva fornire un bacino di reintegro per il Topino”. Reintegro estivo che, spiegano, “iniziò nel 1988 per poi interrompersi nel 1997 in seguito ai danni riportati dalla diga con il terremoto”. Insomma, a contribuire alla scarsità della portata del Topino, da una parte il “mancato funzionamento della diga di Acciano”, dall’altra “altri fattori come appunto gli atteggiamenti illegali”.

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