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Foligno, lite coniugale: poliziotti ritirano due armi ad un 40enne

Pubblicato il 22 Novembre 2021 15:36 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:33

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Ritiro cautelare di una doppietta e di una rivoltella. È quello eseguito dagli agenti del commissariato di Foligno nei confronti di un 40enne. Secondo quanto reso noto dalla Questura, a determinare il sequestro delle armi è stata la lite avvenuta tra l’uomo e la moglie. Proprio quest’ultima si è rivolta al Numero unico di emergenza, segnalando l’accesa discussione avuta con il 40enne per motivi di gelosia, ma rassicurando gli agenti sul fatto che non ci fossero stati episodi di violenza. Nessuna denuncia, dunque, da parte della donna che ha però manifestato una certa agitazione.

Da qui, la decisione dei poliziotti di procedere comunque con ulteriori accertamenti. Così, nel rispetto degli attuali protocolli elaborati dalla Polizia di Stato per la migliore trattazione degli episodi di lite domestica – spiegano dalla Questura – gli agenti hanno risentito la donna, accertandosi che fosse in buone condizioni e che non necessitasse di cure mediche. Secondo quanto appreso dagli uomini del locale commissariato, inoltre, la donna si era trasferita temporaneamente in un’altra abitazione in attesa di risolvere le tensioni con il marito. Marito su si cui sono quindi concentrati i controlli successivi da parte della polizia.

E proprio gli accertamenti condotti sull’uomo hanno permesso agli agenti di risalire al possesso delle armi, risultate detenute regolarmente per uso sportivo. Operando con quella logica di massima precauzione che è imprescindibile nelle liti intrafamiliari, anche nei casi di assenza di violenza fisica, i poliziotti hanno immediatamente proceduto al ritiro cautelare della doppietta e della rivoltella, eliminando ogni rischio – anche ipotetico – che di quelle armi potesse esser fatto un uso improprio.

Alla luce di quanto accaduto nella città della Quintana, quindi, dalle forze dell’ordine è arrivato un nuovo appello ad ogni vittima di episodi di violenza fisica o psicologica a segnalare e nel caso anche denunciare l’accaduto a carabinieri o polizia, permettendo un intervento tempestivo a tutela dell’incolumità e della serenità delle persone coinvolte.

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