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Monsignor Sorrentino: “Pasqua fondamento della fede, risorgiamo anche noi”

Pubblicato il 10 Aprile 2023 06:48 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:04

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“Pasqua ci fa vivere il fondamento della nostra fede”. Con queste parole il vescovo di Foligno e Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, ha aperto l’omelia che ha accompagnato la Santa Messa di Pasqua officiata nel pomeriggio di domenica nella pro cattedrale della Madonna del Pianto. Un appuntamento molto partecipato dalla comunità folignate, con il santuario pieno di fedeli, molti dei quali rimasti in piedi. Tutti presenti per ascoltare le parole del presule in quello che – come sottolineato dal vescovo Domenico – è, come detto, il momento più importante dell’anno: il passaggio (Pasqua, appunto) dalla morte alla vita di Gesù Cristo. Ossia, la sua risurrezione, “che – ha sottolineato monsignor Sorrentino – è anche la nostra”. “Anche noi risorgeremo come Gesù – ha detto -, ma la nostra vita da risorti deve iniziare oggi. Dobbiamo risorgere dai nostri peccati, dalla tristezza e dall’indifferenza, dall’odio e dalla guerra, da tutto ciò che è male”. Un appello ai fedeli a seguire gli insegnamenti di Gesù, dunque, e ad essere testimoni di risurrezione. “Capaci – ha esortato i presenti – di dare un abbraccio a chiunque ci viene incontro. A quel punto – ha aggiunto il vescovo Domenico – la nostra esistenza diventerà fiammella, diventerà luce, come quelle che abbiamo acceso durante la veglia pasquale. Gesù, infatti, ci dice: ‘Io sono luce, ma anche voi lo siete in me e con me”. Da qui, dunque, l’invito ai fedeli: “Proviamo a risorgere – ha così detto rivolto ai tanti che si sono uniti in preghiera nella pro cattedrale della Madonna del Pianto -. Ognuno di noi ha qualche aspetto della sua vita più debole, più fragile che merita di risorgere. Non è poco quello che ci è stato donato – ha quindi ribadito monsignor Sorrentino nella sua omelia pasquale -: perché quello che ci è stato donato è il passaggio dalla morte alla vita eterna”. La risurrezione, appunto, che  – ha spiegato – “non è il ritorno puro e semplice alla vita di prima. La vita terrena è provvisoria, è l’allenamento ad una vita più grande, che Dio non vuole solo per Gesù ma per tutti noi. Dio non ci ha fatti solo per vivere un frammento, me per una vita con lui nell’eternità. Il nostro corpo porta i segni del nostro peccato e Gesù se ne è fatto carico, morendo per noi. Quello che vediamo in Cristo e in Maria – ha quindi concluso – è ciò che avremo per sempre”.

 

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