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Foligno, convivente di un membro di giunta assunta in Comune: scatta l’interrogazione

Pubblicato il 5 Novembre 2022 07:25 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:30

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Un’assunzione nel Comune di Foligno che finisce sotto tiro. Ad accendere i riflettori sulla vicenda alcuni esponenti di minoranza del consiglio folignate, firmatari di un’interrogazione rivolta al sindaco Stefano Zuccarini e alla sua squadra di governo, attraverso cui di fatto chiedono di far chiarezza. Un’interrogazione già annunciata dal pentastellato David Fantauzzi, senza però entrare troppo nei particolari, nel corso dell’ultima seduta della massima assise cittadina e che ora è stata messa nero su bianco. Formalizzata e sottoscritta, oltre che dal capogruppo del M5s, dalla collega di partito Rosangela Marotta, dall’esponente di Patto x Foligno Francesco Silvestri e dai consiglieri in quota Pd Elia Sigismondi, Rita Barbetti, Claudia Minelli e Giovanni Patriarchi. Firmatari ai quali, nel dettaglio, risulta che la persona assunta sarebbe convivente “more uxorio” di un membro della giunta. Da qui le riflessioni, che tengono conto di più di un elemento.

LE PREMESSE – Nell’interrogazione si parla intanto della deliberazione 377 del 29 agosto scorso, quella che – viene spiegato -, con voto unanime, aveva modificato parzialmente l’organigramma dell’Ente. Tra le modifiche, come ricordato dai firmatari, “il trasferimento del Servizio Progetti Europei e Cooperazione dall’Area Servizi Finanziari all’Area Cultura Turismo Formazione e Sport. Così come quello del Servizio Comunicazione e Ufficio Stampa dall’Area Diritti di Cittadinanza sempre all’Area Cultura Turismo Formazione e Sport. Senza dimenticare il trasferimento dei Servizi Attività Formative Alta Formazione e Memoria e Servizi Scolastici dall’Area Cultura Turismo Formazione e Sport all’Area Lavori Pubblici”. Nel testo dell’interrogazione, viene poi fatto riferimento all’atto di giunta 378 sempre del 29 agosto con in quale, anche qui con voto unanime, era stato deliberato “di modificare in Istruttore Direttivo Servizi Relazioni Esterne il profilo professionale di un posto vacante di categoria D presente presso il Servizio Progetti Europei e Cooperazione, attualmente associato al profilo di Istruttore Direttivo Amministrativo e, quindi, provvedere a quanto necessario per la copertura del posto vacante”.

I firmatari ricordano poi come “nella determinazione dirigenziale 1567 del 21 settembre avente per oggetto ‘Concorso pubblico per titoli ed esami per la copertura a tempo pieno ed indeterminato di un posto di Istruttore Direttivo Servizi Relazioni Esterne (categoria D) assunzione mediante scorrimento della graduatoria’, dopo un riepilogo di tutte le precedenti determine assunte per la copertura dei posti del concorso fino all’assunzione della candidata collocata al posto n. 6, si dà atto della deliberazione della giunta comunale 378 del 29 agosto e si procede all’assunzione della persona collocata al posto n. 7 della graduatoria finale”. Nell’interrogazione si legge quindi: “È ravvisabile una correlazione immediata e diretta fra le deliberazioni 377 e 378 del 29 agosto e la determinazione dirigenziale 1567 del 21 settembre che ha portato – con scorrimento della graduatoria – all’assunzione della persona collocata al posto n. 7”.

RICHIESTE DI CHIARIMENTO – Queste le premesse. A partire dalle quali i consiglieri folignati di M5s, Pd e Patto x Foligno chiedono intanto “le ragioni politiche ed amministrative che hanno portato alla ridefinizione dell’organigramma deliberata dall’atto di giunta 377 del 29 agosto 2022” e “le ragioni funzionali della modifica del profilo professionale del posto vacante di categoria D presso il Servizio Progetti Europei e Cooperazione effettuata con atto di giunta 378 in pari data”. Sindaco e giunta interrogati pure sull’eventualità in cui si ravvisino le fattispecie di cui all’art. 91 comma 4 del Testo unico degli enti locali e quella prevista dall’art. 78 dello stesso Tuel, “visto che la persona collocata al posto n. 7 della graduatoria sopracitata – dicono – è convivente more uxorio di un membro della Giunta”. Il riferimento, in questo caso, è appunto a quel comma che impone agli amministratori l’astensione dalla discussione e dalla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado. Primo cittadino e giunta invitati infine ad esprimersi pure “sull’opportunità politica stante la partecipazione del membro di giunta interessato alle delibere sopra richiamate”.

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