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“Eccessi della movida e lontananza delle istituzioni i problemi del centro storico”

Pubblicato il 6 Luglio 2014 11:15 - Modificato il 16 Gennaio 2026 09:59

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Elisa Ballanti, esponente folignate della lista civica “Impegno Civile”. Questo il suo pensiero sul centro storico folignate:

Vivere al centro storico è sempre più difficile e non per colpa di “rulli di tamburi”. Gli eccessi della movida, il disinteresse e la lontananza che i cittadini sentono da parte delle istituzioni sono il vero problema. Da circa due anni gli abitanti di Piazza del Grano e delle vie limitrofe (via Benaducci, via del Mercato, piazzetta delle Vergini, via Gramsci) sono abbandonati nel degrado e le condizioni di vita sono notevolmente peggiorate a causa dell’inciviltà degli avventori delle enoteche che parlano a voce alta, strillano, cantano, ridono fino a tarda notte come se quel pezzo di città fosse disabitata. Si spostano e sostano nei vicoli vicini, seduti sugli scalini o per terra e la semi-oscurità invita a vomitare ed orinare sui muri e sui portoni delle case. La mattina, la pavimentazione è coperta di vetri rotti, i muri scarabocchiati, qualche portone sfondato, i pianerottoli pieni di urina (via Benaducci è soprannominata “lu pisciaturu de Foligno”) e con la bella stagione l’aria è irrespirabile per l’odore ripugnante. In questa zona sta aprendo un locale dopo l’altro. L’ammassamento in piazza Don Minzoni è tale che per emergenza le forze dell’ordine non riuscirebbero a passare. La sera si è spesso vittime di scherzi: macchine “sballottate” dai ragazzi e portiere aperte. Perché ghettizzare questa parte della città? A che serve abbellirla, rifare le pavimentazioni se subisce violenza a causa di atti incivili? Perché non c’è nessun controllo e/o regola per gestire l’apertura nel territorio dei locali? Come convincere i cittadini a rimanere o tornare nel centro storico, quando esso è nel degrado? Quale sicurezza rappresenterebbe la movida se i residenti si sentono minacciati e hanno paura di rientrare a casa? Molti di loro stanno pensando di andarsene. Non è richiesta la chiusura dei locali, ma civiltà, il rispetto delle regole, controlli maggiori, orari adeguati e presenza delle istituzioni per permettere alla città di vivere di notte e di giorno.

Elisa Ballanti -Impegno Civile-

 

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