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Foligno, la storia di Deborah e la lotta infinita contro la malattia: la speranza è Israele

Pubblicato il 1 Dicembre 2019 11:48 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:19

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Israele, il Paese della speranza. Lo è stato per Pamela Angelelli, la mamma coraggio di Montefalco che lì ha ricevuto le cure necessarie a bloccare la malattia che l’aveva colpita. E ora lo è anche per un’altra donna, una folignate. Il suo nome è Deborah Bonucci, una moglie ed una madre come tutte ma che ormai più un anno fa, poco dopo aver dato alla luce la sua seconda figlia, scopre di avere un tumore al seno.

Accade durante l’allattamento, quando Deborah inizia ad avere forti dolori. Inizialmente si pensa ad una mastite, ma nonostante le cure antibiotiche il dolore permane. E dopo due mesi le viene diagnosticato un cancro al seno di 5 centimetri. Un tumore che sembra non voler fare neppure un passo indietro, nonostante le diverse cure alle quali Deborah si sottopone. E per sconfiggere il quale l’unica speranza sembra essere – come detto – volare in Israele, come avvenuto anche per Pamela, per delle cure innovative.

È cosi che la storia di Deborah esce dalle mura della sua casa di Sant’Eraclio, per bussare alle porte di un’intera comunità. Sì, perché le cure innovative che Israele può garantire a Deborah hanno costi esorbitanti, per fronteggiare i quali non bastano solo i sacrifici della sua famiglia, ma serve l’impegno di tanti. Così Deborah e i suoi cari decidono di affidare questa speranza al web, lanciando una raccolta fondi sulla piattaforma “Go fund me”. “Deborah – si legge in rete –  ha già fatto un primo viaggio a Tel Aviv per sottoporsi agli esami previsti prima di poter iniziare le cure, ora ha bisogno di tutti noi e di tutti voi  per raggiungere la cifra necessaria”.

La macchina della solidarietà, quindi, è pronta a rimettersi in moto anche perché “il tempo in questi casi è davvero fondamentale – spiegano i promotori dell’iniziativa – prima potrà iniziare la cura e maggiori saranno le possibilità di successo”. Creata, al contempo, anche una pagina Facebook dal nome “Tutti insieme per Deborah”, attraverso la quale rimanere aggiornati sul percorso che Deborah si prepara ad intraprendere.

Un percorso che viene delineandosi dopo un intervento di mastectomia e dissezione ascellare, l’inserimento in un protocollo sperimentale presso lo IEO di Milano, che però non dà i risultati sperati, e tre diverse tipologie di chemioterapia. Sì, perché – nel frattempo – quello che era nato come un cancro al seno si evolve, con metastasi ai polmoni che si sono andate via via moltiplicando. “Niente riesce ad arrestare il loro progredire” dicono dalla famiglia. Poi, arriva la speranza: si chiama Israele, ma perchè si concretizzi serve veramente l’aiuto di tutti.

“Chiunque desideri aiutarci – è dunque l’appello della famiglia Bonucci – può farlo con una donazione”. L’obiettivo è arrivare a 500mila euro ed in sole 17 ore dal lancio della campagna sulla piattaforma Go fund me sono già stati 116 i donatori per un totale di 5.451 euro. 

È possibile donare attraverso la piattaforma Go fund me ‘Tutti insieme per Deborah’ all’indirizzo: https://www.gofundme.com/f/tutti-insieme-per-deborah?utm_source=customer&utm_medium=copy_link&utm_campaign=p_cp+share-sheet

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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