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Foligno, al centro antiviolenza oltre 40 richieste d’aiuto. De Bonis: “Sosteniamo l’iniziativa”

Pubblicato il 1 Agosto 2019 15:55 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:44

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Il centro antiviolenza di Foligno non è a rischio. Dopo l’allarme lanciato negli scorsi giorni dall’associazione Liberamente Donna sull’incerto futuro delle strutture di Perugia, Terni e Orvieto e rientrato dopo le dichiarazioni del presidente della Regione Fabio Paparelli su un imminente finanziamento di 360mila euro, arrivano rassicurazioni anche sullo sportello attivato ormai più di un anno fa nella città della Quintana, all’interno del “San Giovanni Battista”.

Ad allontanare qualsiasi dubbio sulla potenziale chiusura della struttura folignate è stata la stessa presidente di Liberamente Donna, Elena Bistocchi, che ha sottolineato come il centro che opera all’interno dell’ospedale non sia mai stato messo in discussione. “Anche perché – ha commentato – la giunta Zuccarini ha confermato quanto già predisposto dalla precedente amministrazione Mismetti, e cioè il proseguimento del progetto fino alla sua naturale scadenza il 31 dicembre prossimo”.

E poi cosa accadrà? Ad avere l’ultima parola saranno Regione e Comune, cofinanziatori del progetto, anche se per l’assessore comunale alle pari opportunità, Paola De Bonis, non ci sono dubbi. “Ho ritenuto importante portare avanti questa iniziativa avviata dalla precedente amministrazione per assicurarne una prosecuzione – ha commentato -. Il nostro obiettivo sarà quello di non far morire questo sportello che andrò a visitare a breve”. Parallelamente l’assessore De Bonis punta a far conoscere il servizio anche all’interno delle scuole. “L’occasione giusta – ha detto – potrebbe esser data dalle giornate informative che si tengono annualmente nei nostri istituti”.

Guardando ai dati fatti registrare in questo primo anno di attivazione, al 30 aprile scorso sono state prese in carico 41 donne. Di queste, 29 appartenenti ad un percorso avviato nel 2018 e 12 di nuovo accesso. Da gennaio, inoltre, sono stati ben 59 i colloqui effettuati e 8 le consulenze legali fornite. Ad accedervi, secondo quanto reso noto dalla presidente di Liberamente Donna, un target molto variegato proveniente tanto da Foligno quanto dai territori limitrofi.

Un fenomeno, quello della violenza di genere, che non sembra voler arrestarsi, ma che anzi sembra essere in aumento, anche se tanto di sommerso ancora c’è. “L’attivazione di centri come quello presente all’interno dell’ospedale di Foligno – ha ribadito la presidente Bistocchi – è fondamentale, soprattutto perché fa sentire le vittime di violenza meno sole”.

Ma come anticipato negli scorsi mesi da Elena Bistocchi, i progetti nella città della Quintana non si fermano qui. “Purtroppo non siamo riusciti ad aggiudicarci il bando europeo per la creazione di una cohousing a Foligno – ha dichiarato -. Ma abbiamo presentato comunque il progetto alla nuova amministrazione, che ne è stata entusiasta, per cui lavoreremo per individuare nuove risorse con cui realizzare una struttura residenziale da dedicare alle donne che subiscono violenze”.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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