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Maran e R&S, sindacati si appellano ai parlamentari umbri: “Subito un tavolo ministeriale”

Pubblicato il 4 Settembre 2018 12:01

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Una lettera per chiedere ai 16 parlamentari umbri la convocazione di un tavolo ministeriale sulla vertenza. È l’ultimo atto compiuto dal Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uilcom Uil nella vicenda Maran e R&S. “In ballo ci sono moltissimi posti di lavoro” – fanno sapere le organizzazioni sindacali, che si dicono fortemente preoccupate per il protrarsi del tempo senza che a questo corrisponda una soluzione adeguata della vicenda. Anche perché quella al centro del dibattito è considerata “una delle più importanti realtà aziendali di Spoleto, località – sottolineano nella nota – che sta subendo da diversi anni problemi di crisi occupazionale, oltre ad essere – ribadiscono – uno dei Comuni inseriti nel cratere sismico Umbro-Marchigiano-Laziale”. Nella lettera, firmata dalle segretarie Simona Gola (Fisascat), Cristina Taborro (Filcams) e dal segretario Paolo Pierantoni (Uilcom), si parla di trattativa “arenata con l’azienda svedese Hoist Finance (AB)” dopo l’ultima riunione sindacale del 28 agosto scorso. In quell’occasione, i sindacati, avevano siglato un verbale di incontro con i rappresentanti di Maran e Nuova Maran – presenti in video conferenza – nel quale “rivendicavano il rispetto dell’articolo 4 della legge 233/91, che prevede, in assenza di accordo nei precedenti 45 giorni, la prosecuzione della procedura di mobilità nelle competenti sedi istituzionali”. Sempre in occasione di quel vertice, i rappresentanti della Nuova Maran – che dovrebbe rilevare l’attività a Spoleto – avevano evidenziato la necessità di attendere l’esito della trattativa riguardante la sede di Catanzaro, che – secondo quanto si apprende – dovrebbe passare ad un imprenditore locale, chiamato però prima a fornire garanzie industriali sulla continuità produttiva e sull’occupazione. 

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