22.8 C
Foligno
domenica, Settembre 6, 2026
HomeAttualitàInvasione di lepidotteri a Spoleto, ma l’Usl rassicura: “Nessun pericolo per gli...

Invasione di lepidotteri a Spoleto, ma l’Usl rassicura: “Nessun pericolo per gli abitanti”

Pubblicato il 21 Giugno 2018 12:33

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Lo sport invade il centro di Foligno

In programma per domenica un pomeriggio tra esibizioni in piazza e incontri a palazzo Trinci con medici e campioni paralimpici del calibro di Luca Panichi e Paolo Camanni. Previste modifiche alla viabilità

Il Foligno si prepara ad affrontare il Lanciano nel debutto in campionato

Dopo l'eliminazione in Coppa contro la Recanatese, i Falchetti di mister Di Loreto sono pronti per il primo vero test della stagione

Quintana, 200 nuovi rionali pronti ad indossare il fazzolettone 

L’appuntamento è per domenica 6 settembre, quando si rinnoverà il tradizionale rito che suggella il legame tra contradaioli e contrade. Ecco i luoghi scelti per ospitare la cerimonia

Forte disagio per alcuni abitanti di Spoleto, precisamente della frazione Morro. Sono ormai diversi giorni, infatti, che questi cittadini sono costretti a tenere chiuse le finestre delle proprie abitazioni a causa di un’invasione del bruco di farfalla, la Pieris Brassicae o Cavolaia Maggiore. Come indica il suo nome, questo lepidottero durante la metamorfosi va alla ricerca di ambientti scuri, ma soprattutto è attratto da foglie di ortaggi, come appunto il cavolo, di cui si nutre. Per questo, spesso prendono d’assalto non solo superfici verticali come le mura domestiche, ma anche e soprattutto giardini e tendono ad entrare nelle abitazioni. La preoccupazione degli abitanti, tuttavia, è comprensibile, se si pensa alla somiglianza che questi ospiti hanno con  l’altro temuto fenomeno: le processionarie. Ma il responsabile del centro di prevenzione dell’Usl Umbria 2, Donato Iaconisi, rassicura sull’assenza di pericolosità del bruco di farfalla. “Si tratta di un fenomeno che non ha nessun interesse sanitario – spiega -. Anche se indubbiamente comporta dei fastidi e dei disagi per gli abitanti, questi bruchi non sono dotati dei peli urticanti che caratterizzano le processionarie e quindi non provocano reazioni cutanee o alle mucose, né agli uomini né agli animali”. E riguardo le possibili soluzioni al problema, Iaconisi ribadisce l’impossibilità da parte dell’Azienda sanitaria locale di intervenire sul fenomeno già avviato. “Partiamo dal presupposto che questo è un fenomeno temporaneo – prosegue – destinato a concludersi entro una decina di giorni. È impensabile un trattamento a questo punto come, ad esempio, quello mirato ai campi e lungo le strade. Innanzitutto – sottolinea – perchè le larve si stanno trasferendo, e poi perchè provocheremmo un danno ambientale e sanitario. Si tratta, infatti, di un fenomeno assolutamente naturale e imprevedibile. Per questo – conclude Iaconisi – abbiamo dato indicazioni ai referenti comunali tramite un depliant scientifico. I cittadini, quindi, possono difendersi o rivolgendosi ad una ditta del settore, oppure ad un rivenditore di prodotti agricoli e fornirsi di un prodotto specifico che possa andare ad agire su punti circoscritti all’area interessata da fenomeno”.

Articoli correlati