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Villa Redenta, dopo la chiusura a sorpresa interviene Panfili: “Spostarci la polizia provinciale”

Pubblicato il 20 Aprile 2015 16:07 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:23

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Mentre si sta cercando di fare chiarezza sul giallo relativo all’improvvisa chiusura nei giorni scorsi  di Villa Redenta a Spoleto, qualcosa si sta muovendo sul fronte istituzionale. Lunedì mattina, infatti, si è tenuto in Provincia un incontro a cui hanno preso parte il presidente, Nando Mismetti, il direttore generale dell’Ente, Stefano Mazzoni, ed il consigliere provinciale nonché presidente del consiglio comunale di Spoleto, Giampero Panfili, per individuare soluzioni per la salvaguardia della Villa. PANFILI – E una soluzione potrebbe essere quella proposta dallo stesso Panfili, ovvero di spostare nell’area di Villa Redenta la sede della polizia provinciale. Proposta che sembra essere stata accolta favorevolmente. “Già da domenica (19 aprile) c’è un presidio della polizia provinciale che consente di visitare il parco durante il giorno – dichiara Panfili – La cosa più importante – annuncia – è che stiamo valutando di trasferire la polizia provinciale dal palazzo della comunità montana a Villa Redenta. Questo, oltre a garantire una maggiore sicurezza, rappresenta anche un risparmio dal punto di vista economico, dal momento in cui la polizia provinciale non pagherebbe più un affitto”. Facendo un passo indietro, si è tornato a parlare della situazione di Villa Redenta venerdì 17 aprile, quando, nella mattinata, una scolaresca della città ducale si è recata sul posto per svolgere un percorso didattico sugli alberi monumentali presenti all’interno del parco ed ha trovato una spiacevole sorpresa: cancelli chiusi con un cartello scritto a mano – e apposto abusivamente – di cui la Provincia non ne sapeva nulla. Il motivo sembrerebbe legato all’assenza di vigilanza, anche se al momento la Villa risulta nuovamente accessibile al pubblico grazie, appunto, all’intervento della polizia provinciale. PACIOTTO – “È necessario che il Comune e la Provincia di Perugia, proprietaria della Villa, si attivino per dar luogo ad un tavolo, che coinvolga sia le associazioni che i cittadini, al fine di individuare delle soluzioni funzionali alla salvaguardia di questo bene comune”. Si è espressa in questi termini la presidente di Legambiente Umbria, Alessandra Paciotto. Tuttavia, con l’incontro di lunedì mattina un primo passo è stato fatto. Quella di Villa Redenta, in definitiva, è una questione che va avanti ormai da tempo, ovvero da quando è entrata a far parte della lista degli immobili alienabili della Provincia. Ad oggi – fortunatamente – le aste sono andate sempre deserte e Villa Redenta – come anche Villa Fidelia – è ancora un bene pubblico. Inoltre, è doveroso sottolineare – come ricordano dall’associazione ambientalista – che la Provincia ha investito diverse somme di denaro “sul restauro e la conservazione della Villa”. “Attualmente – scrive in una nota il circolo di Legambiente Spoleto – alcuni edifici ospitano una struttura ricettiva funzionante, nonché il Teatro Lirico Sperimentale, e una “Scuola di Alta Cucina”, completamente attrezzata, ma “fantasma” perché, mai avviata”. Su questo punto vi è infatti un contenzioso in corso. “In tempi di ristrettezze economiche è naturale che ci siano delle difficoltà – continua Alessandra Paciotto -, ma occorre trovare delle soluzioni. Sono stati spesi molti soldi – conclude – quindi forse bisognerebbe capire come rilanciare anche l’esperienza dell’alta cucina”. E se, quindi, Villa Redenta rappresenta un luogo di grande pregio, di aggregazione e di attrazione turistica per Spoleto, l’auspicio è che si proceda in tempi brevi alla risoluzione del problema.  

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