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Anagrafe di Foligno, la Cisl denuncia lunghe file, carenza di personale e tensioni

Il sindacato ha inviato una lettera all’amministrazione Zuccarini per chiedere un intervento rapido. Luisa Casci: “In difficoltà anche gli operatori per l’accoglienza. Martedì intervento delle forze dell’ordine per un cittadino che aveva dato in escandescenza”

Pubblicato il 3 Luglio 2025 17:15 - Modificato il 4 Luglio 2025 15:41

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File interminabili, carenza di personale e tensioni. È il quadro delineato dalla Cisl Funzione Pubblica Umbria per quanto riguarda l’ufficio di front-office dell’Anagrafe di Foligno. Una situazione che la segretaria regionale Luisa Casci, apostrofa come “insostenibile”, al punto da spingere il sindacato a scrivere al sindaco Zuccarini e alla sua giunta per chiedere un intervento rapido.

La prima questione sollevata è quella delle lunghe attese che generano, come sottolineato da Casci, “insoddisfazione, frustrazione e, purtroppo, anche l’impossibilità di ottenere il servizio in giornata. Addirittura – ribatte – la coda si estende fino alla piazza, rendendo la situazione ancora più plateale”. Il motivo per la Cisl Fp è chiaro: l’adozione di un modello ibrido, “che prevede – spiega la segretaria regionale – sia l’ingresso libero, sia la possibilità di prenotare un appuntamento”. Una soluzione che “non regge più il carico dell’utenza: il numero di cittadini che si presentano senza appuntamento – sottolinea – è troppo elevato e crea ogni giorno lunghe code e tensioni agli sportelli”. Per il sindacato l’unica soluzione possibile sarebbe quella di un sistema interamente su appuntamento con garanzia di accesso per le urgenze certificate, del quale si sarebbero già dotate altre amministrazione comunali.

L’accesso solo su appuntamento consentirebbe, inoltre, ai dipendenti di lavorare con ritmi sostenibili, diversamente da quanto accadrebbe invece ora come denunciato dalla Cisl Fp Umbria. “Il carico di lavoro è, ogni giorno, eccessivo e improponibile a causa della carenza di organico, in quanto sono solo quattro i dipendenti a sportello abilitati all’emissione delle carte di identità e dei certificati. Si stima che servirebbero almeno altri due addetti” dichiara ancora Luisa Casci, paventando “un serio rischio di burnout derivante – dice – dalla combinazione di carico di lavoro elevato, pressione degli utenti e sensazione di non poter erogare un servizio adeguato, tanto che si sono già verificati casi di dipendenti ricollocati per patologie legate allo stress”.

Le criticità non riguarderebbero, però, solo i dipendenti dell’Anagrafe ma anche gli operatori per l’accoglienza. Come dimostrerebbe quanto accaduto nella giornata di mercoledì 2 luglio, quando, secondo quanto reso noto dalla segretaria umbra della Fp Cisl, “polizia, carabinieri e polizia locale sono dovuti intervenire presso la portineria del Comune di via Colomba Antonietti perché un cittadino che pretendeva di parlare con il sindaco ha dato in escandescenza e ha preso a calci e pugni la porta di ingresso per poi aggredire l’operatore della Gsa addetto all’accoglienza. Un episodio analogo – rimarca – è accaduto mesi fa con gli stessi protagonisti e modalità: da allora però niente è cambiato sul fronte della sicurezza di chi lavora in Comune, mentre, visti gli episodi che si sono verificati e i ‘personaggi’ poco raccomandabili che gravitano intorno al palazzo comunale – conclude Luisa Casci -, sarebbe opportuno prevedere la presenza fissa di almeno una o, ancora meglio, due guardie giurate”.

E non si è fatta attendere la replica del sindaco di Foligno. Per Stefano Zuccarini la scelta di un sistema misto di accesso all’Ufficio anagrafe è dovuta “alla volontà di poter consentire anche a tutti i cittadini che non abbiamo effettuato una prenotazione online, di potervi comunque accedere”. Per il primo cittadino si tratta dunque di “un servizio ulteriore che viene fornito a beneficio della cittadinanza”. “Spiace dover constatare che la segretaria della Cisl Funzione Pubblica dell’Umbria voglia invece farlo addirittura passare come un disservizio, patito dagli stessi cittadini” dichiara Zuccarini, per il quale le lunghe file fino alla piazza denunciate dal sindacato si sarebbero riscontrate “ad uffici ancora chiusi”.

Per quanto riguarda, invece, l’impatto che il sistema misto avrebbe sui lavoratori, il sindaco folignate commenta come seppur si debbano garantire le migliori condizioni di lavoro al personale, “al tempo stesso abbiamo anche il dovere di garantire la più completa fruibilità dei servizi al cittadino”. “Appare infine del tutto strumentale, il tentativo di associare tale situazione, all’episodio di un cittadino con importanti problematiche psicologiche, che ha dato in escandescenze nei locali di portineria” dice Zuccarini che si dice “sempre pronto al dialogo, purché questo sia leale e costruttivo, nell’interesse superiore – conclude – tanto dei lavoratori come di tutti i cittadini”.  

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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