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Il corpo di Francesco esposto alla venerazione del mondo 

Fino al 22 marzo sarà possibile sostare in preghiera davanti alle spoglie mortali del Poverello: previste oltre 370mila presenze da tutto il mondo. Monsignor Accrocca: “Il suo corpo continua a parlarci: l'uomo non vale per ciò che appare, ma per ciò che è"

Pubblicato il 22 Febbraio 2026 09:49 - Modificato il 23 Febbraio 2026 16:18

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Non solo un evento religioso, ma un momento di commozione collettiva che scavalca i confini delle fedi e delle nazioni. Con l’estumulazione dei resti mortali di San Francesco dal sarcofago e la loro deposizione su una mensa dedicata nella cripta della Basilica, è ufficialmente iniziata la prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie del Santo.

Fino al 22 marzo, Assisi diventerà il cuore pulsante di una “fraternità universale”, offrendo ai fedeli l’opportunità senza precedenti, quella cioè di sostare in preghiera davanti al corpo di colui che ha cambiato il corso della storia della Chiesa e del mondo. L’ispirazione dell’ostensione affonda le radici nella parabola evangelica: “Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24). Come sottolineato dalla comunità dei frati, il corpo di Francesco è il segno eloquente di una vita che, donandosi totalmente, continua a generare speranza dopo otto secoli.

“San Francesco è una buona notizia anche per chi non crede”, ha dichiarato fra Giulio Cesareo, portavoce del Sacro Convento. “È la prova storica che una vita fondata sulla collaborazione e sul servizio, anziché sulla competizione, è possibile”.

L’iniziativa ha ricevuto la benedizione di Papa Leone XIV, nel solco del cammino tracciato da Papa Francesco, che già nel 2023 aveva incoraggiato il Custode, fra Marco Moroni, a realizzare questo gesto simbolico per il centenario.

L’eco dell’evento ha raggiunto ogni angolo del pianeta. Ad oggi, sono circa 370mila le persone prenotate per la venerazione. Sebbene l’80% dei pellegrini sia italiano, le richieste arrivano dai cinque continenti: oltre 5mila presenze da Croazia e Slovacchia, altre 5mila dagli Stati Uniti e 1.500 da Brasile e Francia. Così come sono previste presenze da Indonesia, Giappone, Kenya, Giamaica e Singapore. A gestire questo flusso straordinario di fede sono impegnati circa 400 volontari.

Particolarmente toccanti le riflessioni dei vertici ecclesiastici. Il vescovo eletto delle Diocesi di Assisi-Gualdo Tadino-Nocera Umbra e Foligno, monsignor Felice Accrocca ha richiamato l’attenzione sul contrasto tra la fragilità del corpo di Francesco e la forza del suo messaggio. “In una dittatura dell’immagine – ha detto -, questo corpo ‘brutto e sporco’ per i suoi contemporanei continua a parlarci: l’uomo non vale per ciò che appare, ma per ciò che è”. A fargli eco, le parole di monsignor Domenico Sorrentino, amministratore apostolico ha descritto l’esperienza come un momento di “grazia immensa” e di profonda intimità con Dio, vissuto baciando le ossa di colui che ha reso Assisi una casa comune per l’umanità.

L’ostensione è stata anche cornice di un atto politico e civile di grande valore. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha consegnato ufficialmente nelle mani del Custode del Sacro Convento di Assisi, fra Marco Moroni, la Legge regionale n. 1 del 2026. Un provvedimento approvato all’unanimità che, oltre a guidare le celebrazioni, punta a lasciare un segno concreto di carità: il sostegno all’Hospice pediatrico. “L’attenzione ai bambini che soffrono – ha dichiarato a questo proposito la presidente Proietti – è il vero atto generativo che Francesco ci chiede oggi”.

Diversi gli appuntamenti che fino al 22 marzo prossimo accompagneranno l’ostensione delle spoglie mortali del Poverello, a cominciare da quello del 12 marzo, alle 20, con la veglia dei parlamentari e dei rappresentanti delle istituzioni; ; si proseguirà il 14 e 15 marzo con il Meeting Francescano Giovani “Sorella morte. Un’esperienza da scartare”. Mentre dal 20 al 22 marzo alla Domus Paris si terrà un convegno sulla provocazione della morte come inno alla vita. Infine, il 22 marzo, alle 17, la celebrazione conclusiva nella Chiesa Superiore, presieduta dal presidente della Conferenza episcopale italiana, il cardinale Matteo Maria Zuppi. 

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