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Omicidio Bertini, la nuova perizia confermerebbe la morte per soffocamento

L’esito degli accertamenti condotti dal medico legale Martina Focardi saranno al centro dell’udienza del 29 aprile prossimo: in aula anche i consulenti di parte della difesa. Concessa la libertà vigilata alla figlia 43enne dell'uomo, accusata del suo decesso

Pubblicato il 22 Aprile 2026 19:46 - Modificato il 23 Aprile 2026 18:19

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Soffocato con una forte pressione sul collo. Sarebbe questo l’esito della perizia condotta dal medico legale Martina Focardi dopo il nuovo esame autoptico eseguito sul corpo di Claudio Bertini, il 75enne folignate trovato senza vita nella sua abitazione di via Emilia, nel quartiere di Prato Smeraldo, nel marzo 2025. Per la sua morte, lo ricordiamo, è attualmente indagata la figlia 43enne, a carico della quale l’accusa è di omicidio aggravato. Questa, infatti, la tesi dell’accusa rappresentata dal pm Vincenzo Ferrigno e dal procuratore capo Claudio Cicchella, per la quale l’omicidio sarebbe avvenuto per questioni di carattere economico.

La perizia medico-legale sarà ora al centro dell’udienza in calendario per il 29 aprile prossimo. In aula sarà presente anche la difesa, rappresentata dalle avvocate Marusca Margutti e Beatrice Rocchi che, negli scorsi mesi, aveva chiesto un nuovo incidente probatorio per accertare le responsabilità e dunque le cause della morte del 75enne. Richiesta che era stata avanzata alla luce di nuovi accertamenti, a seguito dei quali il Gip aveva deciso di riaprire le indagini sul caso, disponendo la riesumazione del cadavere per un nuovo esame autoptico.

La perizia del medico legale Focardi confermerebbe, dunque, quanto già sostenuto dal collega Sergio Scalise Pantuso, ma – come detto – dell’esito dei nuovi accertamenti si tornerà a discutere nelle aule del Tribunale di Spoleto la prossima settimana. Spetterà alla difesa, dunque, confutare la perizia. Difesa che si avvarrà della consulenza del medico legale Adriano Tagliabracci e dell’anatomopatologo Raffaele Farabi. “Siamo ancora nella fase delle indagini preliminari – spiegano le avvocate Margutti e Rocchi -, per cui asserire le cause della morte è ancora prematuro, anche a tutela della nostra assistita”.

Intanto alla 43enne Scilla Bertini è stata concessa la libertà vigilata. Dopo aver valutato le condizioni della donna incompatibili con il regime carcerario, il Gip infatti ne aveva disposto la scarcerazione e l’affidamento temporaneo in una struttura folignate in attesa di individuare una Rems che potesse accoglierla. L’atteggiamento collaborativo della 43enne, che sta seguendo un percorso medico-riabilitativo, ha però spinto il giudice a procedere con un modifica della misura di sicurezza, disponendo – come detto – la libertà vigilata nei confronti della donna, che continuerà comunque a seguire il programma di recupero intrapreso. 

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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