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Nidi e mense comunali, l’opposizione compatta presenta una mozione per salvare il servizio

Respinta l’urgenza in consiglio comunale: le minoranze chiedono il mantenimento del tempo pieno e nuove assunzioni, ma la maggioranza rimanda il dibattito in commissione. Il Pd: "La mobilitazione continuerà"

Pubblicato il 23 Aprile 2026 18:19 - Modificato il 24 Aprile 2026 10:23

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Una mozione per impegnare l’amministrazione nel supporto dei nidi comunali. È questa la natura della proposta presentata congiuntamente dalla forze di opposizione nel corso della seduta del 23 aprile del consiglio comunale di F. Il documento, redatto dalle rappresentanze di Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Foligno in Comune, Foligno Domani e PattoXFoligno, è stato presentato con urgenza, sebbene dati i 15 voti contrari e i nove favorevoli, dovrà essere discusso nei prossimi 30 giorni.

Il fine della mozione, che a questo punto sarà discussa nel primo consiglio comunale utile entro 30 giorni, è, di fatto, quello di impegnare sindaco e giunta a “verificare e attuare tutte le possibili soluzioni organizzative, finanziarie e gestionali utili a mantenere inalterato il livello del servizio dei nidi comunali”, a “garantirne la gestione pubblica diretta”, oltre a “mantenere il numero dei posti e l’attuale livello di offerta oraria e organizzativa, evitando riduzioni nel tempo pieno e nel tempo prolungato tali da incidere negativamente sulle famiglie”.

Fondamentale nella proposta delle forze di minoranza il fatto di “prevedere in sede di predisposizione della variazione di bilancio le risorse necessarie al mantenimento del servizio attuale”, come quello di “aggiornare la programmazione del fabbisogno di personale e gli strumenti di programmazione”. E, infine, “assicurare con gli strumenti consentiti la continuità del servizio e il rispetto dei rapporti educatore/bambini”.

La mozione, esposta in consiglio dal “dem” Tommaso Feliziani, è nata a seguito delle note problematiche di personale dei servizi educativi comunali pervenute negli scorsi mesi. Queste, oltre ad aver generato lo stato d’agitazione del 16 gennaio scorso e lo sciopero del 31 marzo, da pochi giorni hanno prodotto la cancellazione da parte degli uffici di palazzo Orfini Podestà del tempo lungo per la fascia 3-12 mesi e il dimezzamento degli accessi al riposo pomeridiano per tutte le altre fasce.

Quella della restrizione dell’orario di disponibilità dei servizi, è stata parte della risposta prodotta dal Comune, che ha anche agito attraverso il Piao: il Piano integrato di attività e organizzazione, approvato a fine marzo, ha previsto l’assunzione entro breve di una nuova educatrice e un ulteriore ingresso a febbraio 2027.

L’urgenza, come detto, è stata bocciata dal consiglio per mezzo del voto contrario della totalità degli esponenti della maggioranza presenti. Il capogruppo del Lega, Marco De Felicis, ha sottolineato che “il tema è a noi molto caro ed è stato oggetto di varie discussioni negli scorsi giorni”. 

“Proprio per questo motivo – ha aggiunto – abbiamo deciso di convocare quanto prima la terza commissione consiliare per discutere con uffici e tecnici delle possibilità all’orizzonte”. Il consigliere di maggioranza ha poi invitato l’opposizione a ritirare la mozione, poiché, ha detto, “sarebbe necessario fare molti emendamenti per pensare di poterla approvare e questo non permetterebbe un dibattito sensato”. 

Non si è fatta attendere, però, la replica del Partito democratico, che attraverso una nota arrivata parallelamente allo svolgimento della seduta consiliare ha sostenuto che la bocciatura dell’urgenza è stata equivalente a scegliere “la strada dell’ ostruzionismo”. “La proposta delle forze dell’opposizione – hanno fatto sapere i ‘dem’ –, estremamente dettagliata e precisa entra nel merito di un servizio centrale per tutta la città, per la collettività e in particolare per i genitori e  per il sostegno delle famiglie”. 

“Per puro spirito polemico e senza motivazioni reali – hanno aggiunto –,  il centrodestra ha buttato la palla in tribuna, cercando di nascondere le proprie enormi responsabilità. Responsabilità relative a ritardi enormi e dopo aver costretto le lavoratrici ad uno sciopero, peraltro riuscitissimo. La questione è del tutto aperta – hanno concluso –, la mobilitazione continuerà”.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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