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L’Umbria attiva il “Codice Rosa”, un percorso unico ospedaliero per le vittime di violenza

Presentato in Regione, il protocollo uniforma le procedure di accoglienza e presa in carico di donne e minori nei pronto soccorso. La presidente Proietti: “Nessuna donna deve essere lasciata sola”

Pubblicato il 1 Settembre 2026 12:00 - Modificato il 1 Settembre 2026 15:32

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La Regione Umbria si dota per la prima volta di un protocollo unico e strutturato per l’accoglienza, il soccorso e la presa in carico delle donne e dei minori vittime di violenza. Presentato dalla presidente della Regione, Stefania Proietti, il “Codice Rosa” uniforma le procedure adottate nei pronto soccorso di tutta la regione e rafforza il raccordo con i servizi territoriali. “Con il ‘Codice Rosa’ l’Umbria compie un passo che mancava al nostro sistema di welfare e sanità: garantire alle donne vittime di violenza un percorso certo, uniforme e protetto in ogni ospedale della regione”, ha affermato la presidente Proietti, sottolineando la volontà di “assicurare accoglienza, ascolto e cura fin dal primo contatto, evitando che la donna coinvolta debba raccontare più volte la propria storia”.

Il funzionamento operativo del protocollo è stato illustrato dal direttore del pronto soccorso di Foligno, Giuseppe Calabrò: il “Codice Rosa” si attiva già dal triage, con la persona accompagnata nella “Stanza Rosa” – un ambiente protetto e riservato – e presa in carico da un’équipe multidisciplinare. “La vera forza del ‘Codice Rosa’ risiede nella sua natura sinergica: alle cure mediche d’urgenza si affianca il raccordo con forze dell’ordine, autorità giudiziaria, Centri antiviolenza e strutture territoriali, per garantire sia la corretta repertazione medico-legale sia un percorso di protezione dopo la dimissione”, ha spiegato Calabrò.

Il protocollo prevede inoltre, quando necessario, il coinvolgimento di una mediatrice culturale e linguistica, oltre a un raccordo strutturato con consultori familiari e Centri antiviolenza, con un primo contatto con la donna entro 72 ore dalla dimissione. La rete interessa gli ospedali di Perugia, Terni, Città di Castello, Gubbio-Gualdo e Foligno. È prevista infine l’esenzione dal ticket per le prestazioni psicologiche e di specialistica ambulatoriale direttamente connesse alla violenza subita.

Sulla necessità di superare le differenze finora esistenti nei percorsi di assistenza è intervenuta la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti: “Abbiamo costruito un sistema integrato tra pronto soccorso, territorio e Centri antiviolenza, con équipe multidisciplinari, operatori formati e procedure omogenee in tutta la regione”. Centrale, in questo sistema, anche la tutela della riservatezza garantita dalla “Stanza Rosa”.

Il protocollo si inserisce in una strategia più ampia di contrasto alla violenza fisica, psicologica ed economica, come ricordato dall’assessora regionale alle Politiche di parità di genere, Simona Meloni: “Le donne devono sapere che non sono sole, dall’ingresso in ospedale fino al ritorno sul territorio. La presa in carico deve accompagnarle anche verso l’autonomia economica e lavorativa, fondamentale per affrancarsi dalla violenza”.

Un concetto ripreso anche dal direttore sanitario dell’Usl Umbria 1, Ottavio Alessandro Nicastro, che ha richiamato il ruolo cruciale del territorio nella fase successiva alla dimissione. “La dimissione dal pronto soccorso – ha detto – non conclude il percorso, ma apre una nuova fase di continuità assistenziale. Consultori familiari e Centri antiviolenza devono accompagnare la donna, evitando che si trovi sola a orientarsi tra servizi diversi”.

Sull’importanza della formazione degli operatori sanitari si è invece soffermato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso. “La violenza – ha dichiarato – non sempre si manifesta in modo evidente: saperne riconoscere segnali, comportamenti e parole non dette può fare la differenza. Chi arriva in ospedale deve trovare professionisti capaci di curare, ascoltare senza giudicare, proteggere e accompagnare”. Particolare attenzione, ha aggiunto, è prevista anche per i minori vittime di violenza, con percorsi adeguati all’età.

“Il ‘Codice Rosa’ è un passo concreto verso una Regione più attenta alla sicurezza e alla dignità delle donne – ha affermato la presidente del Centro pari opportunità, Federica Moretti –. Nessuna donna deve sentirsi sola. La lotta alla violenza è una responsabilità di tutti”.

A chiudere la presentazione è stata la stessa presidente Proietti, che ha ribadito l’impegno della Regione nel contrasto alla violenza di genere e la vicinanza alle vittime anche una volta uscite dal percorso ospedaliero, rafforzando le misure di prevenzione già messe in campo e assicurando alle donne un accompagnamento costante, passo dopo passo.

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