15.7 C
Foligno
venerdì, Marzo 13, 2026
HomeCronacaSpoleto: Gdf scopre medico infedele

Spoleto: Gdf scopre medico infedele

Pubblicato il 21 Luglio 2014 11:24 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:59

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Bloccata per la guerra, coppia di umbri è tornata a casa: per rientrare 4mila euro di biglietti

L'aereo di ritorno dei due giovani era stato cancellato lo scorso 28 febbraio a seguito dell'inizio del conflitto in Iran. "Abbiamo chiesto aiuto alle nostre famiglie e martedì siamo arrivati"

Il ricordo di Fabio Luccioli vive nei giovani: consegnate le sei borse di studio istituite in suo nome

I riconoscimenti sono stati conferiti questa mattina nell'ambito dello spettacolo annuale dell'associazione "Ali della Mariposa". De Bonis: "Ogni suo sorriso, gesto e parola continuano a parlarci"

Padre Lolli è cittadino onorario di Foligno: “Il mio un servizio d’amore, fraternità e amicizia”

L'onorificenza ha consacrato i 56 anni di servizio del sacerdote nella parrocchia di San Nicolò, dove si è distinto per l'impegno verso le famiglie, le capacità nel creare aggregazione e per il suo spirito Quintanaro. Zuccarini: "Celebriamo una figura storica"

Non è stata di certo una dimenticanza quella del dirigente medico che per anni ha percepito l’indennità di esclusività a carico dell’AUSL2, omettendo di svolgere contemporaneamente la libera professione. Il 63enne, operante a Spoleto, socio fondatore e membro del comitato direttivo di una Onlus locale, incassava cospicui compensi dichiarando di svolgere la professione specialistica in maniera esclusiva, avendo così diritto ad una maggiore remunerazione , circa 23000 euro annui. I medici che optano per un contratto di lavoro esclusivo con la propria
Ausl rinunciano infatti all’esercizio della libera professione. La guardia di finanza di Spoleto ha scoperto però che l’indennità di esclusività percepita dal dirigente medico non era conforme alla realtà degli eventi. Il medico infatti, rendeva le sue prestazioni medico- specialistiche anche al di fuori dell’orario di lavoro, a totale insaputa dell’azienda sanitaria di appartenenza e senza la dovuta
autorizzazione. Ciò ha determinato una denuncia alla locale Procura per truffa aggravata e per appropriazione indebita aggravata, in relazione ai maggiori compensi percepiti (indennità di esclusività) e non dovuti dall’AUSL. Il caso è stato segnalato anche alla competente Autorità Giudiziaria contabile quantificando il danno erariale in circa 70mila euro.

Articoli correlati