10.5 C
Foligno
venerdì, Aprile 3, 2026
HomeCronacaTartufi nello spazio, gli "astronauti" atterrati nel Parco del Gran Sasso

Tartufi nello spazio, gli “astronauti” atterrati nel Parco del Gran Sasso

Pubblicato il 14 Luglio 2019 13:48 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:47

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Inizia l’era Accrocca: confermati i vertici della curia

Il vescovo Felice ha firmato il decreto con cui dà continuità al lavoro avviato da monsignor Sorrentino. Perno dell’amministrazione resta don Giovanni Zampa, vicario generale per entrambe le diocesi

Il vescovo Felice incontra la stampa: “Vivere la professione con conoscenza e coscienza”

Giovedì 2 aprile monsignor Accrocca ha avuto l'occasione di confrontarsi e rispondere alle domande dei giornalisti, rivolgendo un invito a dare notizie accurate. Tra i temi toccati la possibile unione delle diocesi e lo spopolamento delle aree interne

Consultorio Subasio, parla la Usl: “Sollecitata la conclusione degli interventi di manutenzione straordinaria”

L’azienda sanitaria locale è intervenuta sulla vicenda, richiamando l’attenzione sulla responsabilità dell’amministrazione condominiale. La presa di posizione in risposta al sit in di protesta delle Donne Arci Subasio. “In caso di inerzia, si interverrà nelle sedi competenti”

Gli speciali astronauti hanno conquistato lo spazio. La partenza alle ore 11.49 e 38 secondi. Tre tartufi “Tuber Aestivum Vitt” hanno raggiunto la Stratosfera nella giornata di domenica 14 luglio, dalla Tenuta San Pietro a Pettine a Trevi. Con un’altezza di circa 40 chilometri, grazie ad un pallone sonda di 2 metri di diametro, gonfiato con elio puro, sono arrivati in un’ora e venti nello spazio ad una velocità di 5 metri al secondo. L’atterraggio, in Abruzzo nel Parco Nazionale del Gran Sasso, con una discesa di 40 minuti. Ora scatterà il recupero. “Orgogliosi di essere stati i primi a lanciare i tartufi nello spazio – dichiara Carlo Caporicci, patron dell’omonima azienda San Pietro a Pettine, rampa di rancio dell’impresa – questa missione è un simbolico saluto a mio padre, che spero apprezzi il rito di tutto ciò. Questi tartufi nel cielo sono stati, oggi, un simpatico trait d’union tra di noi”. L’idea, nata per gioco, è stata messa in pratica dall’agenzia di comunicazione di Modena ‘Black Wale’, ed è stata l’occasione per sottolineare l’importanza di un prodotto d’eccellenza come il tartufo umbro. “Non vogliamo essere autoreferenziali – aggiunge Caporicci – ma dare all’Umbria e ai suoi tartufi un’eco mondiale”. Tra i tre tartufi un infiltrato, un quarto tubero destinato a creare una tartufaia “spaziale”. “Con il quarto tartufo – aggiunge Caporicci – porteremo avanti una micorizzazione di una parte della tartufaia, per vedere come il tubero riesca a resistere a condizioni estreme. E, poi, ovviamente, dar vita ad una tartufaia spaziale. Gli altri tre, invece, saranno destinati ad un’asta di beneficenza il cui ricavato andrà interamente alla Onlus ‘Per Loro’ di Trevi, che si occupa di aiutare bambini e ragazzi affetti da autismo”. Un piccolo passo per il tartufo ma un grande passo per i prodotti tipici del territorio umbro.

Articoli correlati