Foligno, Young Jazz fa centro ancora una volta. Metelli: “Un altro grande successo”

Il festival ha riservato grande attenzione al sociale, regalando le emozioni della musica anche ai non udenti. Guidi: “Abbiamo voluto oltrepassare frontiere e confini”

Young Jazz a Foligno

Inclusività ed accessibilità. Sono le due parole chiave che hanno segnato ancora una volta lo spirito di Young Jazz, festival a cui ha fatto da sfondo, come sempre, la città di Foligno negli scorsi giorni. Manifestazione che anche quest’anno ha fatto centro, manifestando ancora una vola la propria attenzione alle tematiche sociali, abbattendo frontiere musicali e barriere architettoniche, visive, uditive, sensoriali e cognitive. Tema di questa 13esima edizione è stato quello delle “Alterazioni”, sviscerato dai più talentuosi jazzisti italiani, che hanno saputo conquistare i cuori di un pubblico variegato. A colpire è stato, soprattutto, il concerto per non udenti e non vedenti. Circa una quarantina le persone con difficoltà di deambulazione e sensoriali che vi hanno preso parte, ascoltando per la prima volta nella loro vita i suoni attraverso il corpo e grazie ad una pedana sensoriale che ne ha amplificato le vibrazioni sonore, arrivando ai centri motori ed emozionali, ma non solo. In sala anche materiale cartaceo stampato in braille, una traduttrice Lis, un video che con i colori ha raccontato la musica, rendendo possibile a tutti la fruizione del concerto. “Anche quest’anno – ha dichiarato Giovanni Guidi, direttore artistico del festival – abbiamo voluto oltrepassare frontiere e confini per arrivare ad un incontro musicale e non solo, e dare spazio a musicisti che non trovano molte possibilità di suonare in festival internazionali e non certo per mancanza di qualità”. “Stiamo trovando la nostra dimensione - gli ha fatto eco il presidente dell’Associazione Young Jazz, Pierluigi Metelli -  nel rispetto della nostra identità. Ho percepito anche quest’anno un clima molto positivo e stimolante che, insieme agli ottimi dati sulle affluenze ai concerti, rappresenta - ha sottolineato - un solida base su cui continuare il nostro lavoro. Siamo un gruppo coeso ed affiatato e penso che gran parte del nostro successo derivi proprio da questo. Gli artisti che si esibiscono sono i nostri primi sostenitori e questo - ha concluso Metelli - non può che renderci tutti orgogliosi”. Filo conduttore è stato dunque, ancora una volta,  il jazz più sperimentale, che ha animato i luoghi più suggestivi di Foligno. L’appuntamento ora è con la 14esima edizione, in programma il prossimo anno.

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di Redazione

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