Barberini-Porzi, intervista ai neo consiglieri regionali del territorio folignate e spoletino

L'ex assessore provinciale ed il consigliere regionale uscente sono stati i più votati del Partito Democratico e saranno gli unici a rappresentare la Valle Umbra Sud in Regione

Luca Barberini e Donatella Porzi

Donatella Porzi e Luca Barberini sono i due neo eletti consiglieri regionali che per i prossimi cinque anni rappresenteranno a palazzo Cesaroni il comprensorio folignate-spoletino. Entrambi eletti nelle fila del Partito Democratico, si presentano a questa nuova legislatura regionale arrivando da percorsi completamente differenti. Donatella Porzi, al suo primo mandato in Regione, è stata la più votata nel Pd con 8675 preferenze. Per lei l'esperienza amministrativa è iniziata come assessore del Comune di Cannara, poi dal 2009 sino al 2014 è stata assessore alla cultura della Provincia di Perugia. Luca Barberini, nato a Foligno, ha ottenuto 7171 preferenze, risultando il secondo più votato del Pd. E' al suo secondo mandato da consigliere in Regione. Attivo in politica già dagli anni '90, ha partecipato attivamente alla crescita del Partito Democratico in Umbria. Numeri alla mano, per entrambi potrebbero arrivare ruoli di prestigio, come un assessorato o la presidenza del consiglio regionale. Con lo sguardo già fissato all'inizio della nuova legislatura, i due si godono questi primi giorni da neo eletti.

La redazione di Rgunotizie.it li ha intervistati a pochi giorni dai risultati delle urne

LUCA BARBERINI

Come giudica il risultato elettorale del centrosinistra nelle ultime elezioni Regionali?

E' un risultato estremamente positivo che premia il lavoro che abbiamo fatto in questi anni nel territorio. Dall'altro però, ci dà anche la spinta e la giusta attenzione per ripartire su basi diverse. Il voto ha rappresentato in maniera evidente la necessità di dare ancora di più un impulso innovatore nell'azione di governo della nostra Regione, anche perché i bisogni sono sempre più forti. Questo grosso astensionismo che c'è stato in tutta l'Italia e che ha colpito anche l'Umbria, ci fa capire che la politica non riesce più a dare risposte e speranze ai cittadini. Bisogna eliminare tanti protagonismi e divisioni. Lavoriamo sugli interessi di tutti e non sulle prospettive di pochi.

La corrente del Piddì legata a Gianpiero Bocci ha “tirato” molto tutto il partito nelle ultime elezioni. Cosa pensa a riguardo e come giudica le correnti interne ai movimenti politici?

Le correnti non mi spaventano e non mi hanno mai spaventato, soprattutto in un grande partito come il nostro. Il fatto che ci siano dà ancora più linfa e forza. L'importante è che queste correnti non rimangano l'unico scopo. Se le alimentiamo dentro il Pd, è perché vogliamo un partito con forza di rinnovamento. Mi dispiace invece se la corrente è rappresentata da un personaggio come il senatore Gotor, eletto in Umbria e che in questa regione è venuto solamente a criticarci. Lo abbiamo rivisto dopo due anni: questo tipo di corrente non mi appassiona. Il risultato che abbiamo fatto come gruppo in queste ultime regionali è estremamente importante, ed i numeri sono li a testimoniarlo. Se abbiamo salvato o non salvato non lo so, ma abbiamo dato un contributo al Partito Democratico, come lo hanno dato tanti altri e la nostra idea di politica la riporteremo anche alle istituzioni.

Quali sono le prerogative per i prossimi anni e le tematiche più importanti?

La prima è l'emergenza lavoro. Siamo consapevoli che la Regione da sola non può dare risposte esaustive. E' per questo che dobbiamo puntare anche sui fondi della programmazione europea gli accordi istituzionali, avendo quindi un'attenzione reale e concreta a questa emergenza. Il secondo obiettivo è quello di una riforma seria della pubblica amministrazione. Mettiamo in campo uno sforzo vero per una pubblica amministrazione efficiente e che innalzi il livello qualitativo dei servizi. Mi riferisco ad enti, sanità, agenzie regionali e via dicendo. Dare un ruolo vero ed autentico a chi ha competenze con più attenzione al merito e meno all'appartenenza.

Cosa auspica Luca Barberini per i territori del folignate e dello spoletino?

Abbiamo di fronte a noi l'idea di un diverso regionalismo. Pensiamo ad un regione dove tutti esercitino un protagonismo nuovo. Questi sono territori che più di altri hanno risentito alla crisi. Forse il folignate un po' meno. Ma lo spoletino, la Valnerina e la fascia appenninica sono zone dove la crisi morde un po' di più. La politica deve essere attenta a non lasciare indietro nessuno, dando rappresentatività a questi territori.

Se dovessimo entrare in un'agenzia di scommesse, a quanto sarebbe quotato Luca Barberini come nuovo assessore regionale?

Non scommetto mai per scelta di vita. Mi sono solo messo a disposizione. Non ho un grande trascorso politico, questa è la mia seconda legislatura e vedremo quello che sarà. I consiglieri li scelgono gli elettori, mentre gli assessori vengono scelti dal presidente. E' chiaro che dovrà tenere conto di alcuni aspetti importanti: esperienze, territori, competenze, ma anche dei gruppi che hanno dato il loro sostenuto, visibile con risultati importanti durante la campagna elettorale. Il rivendicare non mi ha mai appassionato, ma ci sentiamo sicuri del risultato che abbiamo conseguito.

DONATELLA PORZI

Come giudica questa ultima tornata elettorale?

La scarsa affluenza e l'astensionismo sono segnali molto chiari e su questo bisogna fare una riflessione. E' giusto farla anche sui dati ottenuti dal nostro partito. Prendiamo atto di questa risposta e cercheremo di lavorare per ricostruire un rapporto che, in virtù della crisi e di altre situazioni negative, ci consegna un dato di scontento.

Lei è la prima degli eletti del Pd. Una bella soddisfazione...

Ho vissuto la campagna elettorale come un momento di confronto e di conoscenza dell'intera regione. Da nord a sud, cercando di toccare quante più realtà possibili. Ho provato a raccontare la mia esperienza da amministratore provinciale per le deleghe di cui mi sono occupata. Ho descritto il mio modo di lavorare anche nella provincia di Terni. Come slogan ho scelto “tutta l'Umbria che puoi”: una frase un po' poetica e romantica, ma che vuole sintetizzare come c'è una gran parte della regione che si può esprimere, si può portare a sistema e mettere a relazione rispetto a quanto fatto fin ora. C'è la soddisfazione di aver raggiunto un risultato inaspettato che mi carica di una grande responsabilità. Le persone che mi chiederanno conto, saranno le tante che hanno riposto fiducia in me. Tutto ciò è bello ma preoccupante in senso positivo.

In questa campagna elettorale, cosa l'ha colpita di più delle persone e dei luoghi che ha visitato?

La richiesta più grande è quella legata al lavoro. E' il primo punto sul quale agire, perché poi la mancanza di lavoro ricade a cascata in tantissimi altri ambiti della vita quotidiana. Ho visto una richiesta di aiuto che a tratti palesava tutta la drammaticità della situazione. Dall'altra però ho trovato speranza in più di un'occasione. Con il lavoro che metteremo in campo, speriamo di poter dare da subito dei segnali che facciano invertire il senso di disaffezione rispetto alla classica politica. Dico questo da insegnante, perché spesso mi sono confrontata con i miei alunni su questi temi. C'è comunque da dire che siamo una regione che non ha mai fatto vergognare gli umbri della propria classe dirigente. Ci aspetta un lavoro importante e come è giusto che sia dobbiamo trovare anche le risposte.

A proposito di risposte. Quali sono quelle di cui hanno bisogno i territori di Foligno e Spoleto?

Sono delle realtà che hanno grande potenzialità. Penso al polo aerospaziale di Foligno, che è riuscito a mettere in piedi il primo corso dell'Its con Confindustria ed istituzioni, dando un esempio di grande professionalità sulla formazione. Ci sono gli elementi per fare bene. Questo modello, che ha funzionato in un settore, può essere replicato in altri. Un altro settore sul quale i nostri territori potrebbero fare qualcosa in più è quello dell'agricoltura, ma penso anche che si debba puntare diversamente su cultura e turismo.

Quanto possono servire le competenze da lei acquisite come assessore provinciale per un eventuale ruolo di assessore regionale?

L'esperienza che ho maturato in Provincia mi ha permesso di conoscere alcuni aspetti della nostra realtà. Potrebbero essere funzionali alla messa in rete del potenziale che le piccole realtà rappresentano. Bisogna partite dalla considerazione che il 60% dei nostri Comuni sono molto piccoli e lì dobbiamo garantire risorse e servizi affinché non si spopolino. E' per questo che dobbiamo pensare a degli investimenti particolari. Credo di aver sperimentato la necessità di guardare a questi territori con un'attenzione diversa, quasi come se ci dovessimo muovere con un percorso diversificato. L'esperienza che ho maturato mi ha permesso di conoscere gran parte della regione e potrebbe tornare utile al consigliere Donatella Porzi.

Quindi non pensa proprio ad un assessorato?

Sono soddisfattissima di questo risultato elettorale. Credo che la politica va intesa come servizio e tutti debbano lavorare di squadra, mettendo a disposizione le nostre esperienze e professionalità. La disponibilità di ognuno di noi nello svolgere il ruolo che ci verrà assegnato sarà determinante nel raggiungere l'obiettivo.

Fabio Luccioli

di Fabio Luccioli

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