Fils, Filipponi chiede la convocazione urgente della prima commissione

L’esponente di Impegno civile chiama a raccolta anche le organizzazioni sindacali, il liquidatore e i revisori comunali

La sede della Fils

La prima nota risale al 31 marzo, la seconda al 18 aprile. Ma della convocazione della prima commissione consiliare per discutere della situazione della Fils - così come sollecitato - neanche l’ombra. Arrivati, però, ben oltre la metà di luglio è scaduto il tempo per tacere, e così Stefania Filipponi prende la parola per richiamare ancora una volta l’attenzione dell’amministrazione comunale di Foligno sul tema delle partecipate. “Si rinnova la richiesta di convocazione urgente della prima commissione - scrive l’esponente di Impegno civile in una nota - con la presenza delle tre organizzazioni sindacali, del liquidatore e dei revisori del Comune”. Ribadita, quindi, l’urgenza dell’incontro che - come spiegato dalla stessa Filipponi - andrà indetto non oltre sette giorni dal ricevimento della richiesta. “In caso di mancata convocazione - annuncia infatti la consigliera comunale di minoranza - verrà riunita la commissione controllo o garanzia”. Il perché di questo out out è presto detto. Lo scorso 14 luglio - si legge infatti nella nota a firma di Stefania Filipponi - le organizzazioni sindacali hanno inviato una proposta con tanto di richiesta di intervento del consiglio comunale. Tutto questo dopo che lo scorso marzo, con un apposito verbale, l’organo di revisione aveva chiesto agli uffici “di predisporre, con urgenza, un quadro sintetico riepilogativo di ogni singola partecipata che evidenziasse: i dati economici e soprattutto l’importo dei debiti e dei crediti esistenti; ed eventuali riscossioni e pagamenti contabilizzati dall’Ente nei confronti delle partecipate a partire dal primo gennaio 2017 fino alla data di redazione del prospetto”. Capitolo a parte per la Fils, rispetto alla quale i revisori avrebbero sollecitato il Comune “ad adottare senza indugio ogni azione o misura idonea e necessaria al monitoraggio della partecipata” considerato che “nonostante lo status di società in liquidazione, da sommarie informazioni assunte - riporta Stefania Filipponi - risulta che la partecipata continui ad operare con un ingente numero di lavoratori dipendenti ed a intrattenere rapporti commerciali sia attivi che passivi con l’Ente”. Insomma, per l’esponente di opposizione è giunto il momento di fare chiarezza.

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di Redazione

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