9.4 C
Foligno
domenica, Ottobre 25, 2026
HomeEconomiaLa crisi continua a stringere la morsa: 19.889 i cassintegrati in Umbria

La crisi continua a stringere la morsa: 19.889 i cassintegrati in Umbria

Pubblicato il 20 Agosto 2014 16:49 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:40

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Gestione rifiuti, De Luca all’impianto di Casone: “Valorizzare le strutture esistenti”

Chiuso a Foligno il ciclo di sopralluoghi della Regione per "Umbria Circolare". Vus si candida a punto di riferimento strategico per il territorio

Il Foligno prepara l’impresa in casa de L’Aquila

Per i Falchetti al "Gran Sasso d'Italia" si prefigura una sfida difficilissima contro la prima in classifica. Dopo la sconfitta di Giulianova gli uomini di Di Loreto vogliono rialzare la testa: "Prevedo una sfida aperta"

Evade dai domiciliari e va in giro in macchina con la cocaina: arrestato dai carabinieri

Nei guai un 44enne, noto alle forze dell’ordine, fermato a Nocera Umbra dai carabinieri. Giudicato per direttissima, il Gip ha convalidato la misura cautelare domiciliare

La crisi continua a stringere la morsa e la situazione economico-sociale dell’Umbria continua ad affondare, lo testimoniano i dati elaborati dall’osservatorio nazionale della CGIL sull’andamento della CIG. I segnali di ottimismo sparsi a piene mani nei mesi scorsi, infatti, non trovano nessun riscontro nella realtà. Sono 14.339 i cassintegrati nel mese di luglio. A questi però, vanno aggiunti gli oltre 5.500 lavoratori collocati nella cassa in deroga e per i quali, non sono stati ancora immessi nella procedura che consenta il pagamento delle mensilità arretrate. Secondo la CGIL Umbria, ammonta a 19.889, dunque, il numero dei cassintegrati nella regione verde d’Italia. Per ciò che riguarda le aziende, quelle in concordato preventivo, rispetto all’anno precedente passano da 1 a 4 e i contratti di solidarietà da 5 a 10. Le riconversioni industriali sono ben 41. Se a questo aggiungiamo il fatto che le richieste di disoccupazione nell’anno corrente sono aumentate del 3,7% rispetto all’anno precedente (abbiamo oltre 51 mila disoccupati in Umbria) ci troviamo di fronte ad un vero e proprio bollettino di guerra. Per uscire dall’impasse, il Segretario Generale CGIL Umbria, Mario Bravi suggerisce di non aumentare la flessibilità (come propone il Jobs Act del Ministro Poletti), piuttosto di puntare su una politica economica alternativa basata anche in Umbria su un vero piano del lavoro. In sintesi occorre, secondo la CGIL, “cambiare verso”, ridando valore, dignità e diritti al mondo del lavoro. Su questi temi, comunica la CGIL, da settembre si svilupperà la mobilitazione sulla vertenza Umbria.

 

Articoli correlati