4 C
Foligno
sabato, Gennaio 10, 2026
HomeEconomiaLa crisi continua a stringere la morsa: 19.889 i cassintegrati in Umbria

La crisi continua a stringere la morsa: 19.889 i cassintegrati in Umbria

Pubblicato il 20 Agosto 2014 16:49 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:40

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Foligno, il Comune investe 80mila euro nell’illuminazione del centro

Ad essere interessate via Quadro, via Benaducci, via del Mercato, via delle Vergini e via Cairoli, che saranno dotate di punti luce con tecnologia led di ultima generazione. Cesaro: "Obiettivo proseguire in questo percorso"

Madonna del Pianto, tutte le modifiche alla viabilità

In occasione della solennità di domenica 11 gennaio prevista una serie di misure per regolare il traffico in via Garibaldi e nell’omonima piazza, che ospiterà anche i tradizionali banchi per la vendita delle arance

Spello, confiscato un appartamento alla criminalità organizzata

L’immobile di 180 metri quadrati, in pieno centro storico, risultava tra i beni riconducibili ad un’organizzazione campana dedita al riciclaggio di capitali derivanti da usura. Fabrizio Ricci: “Nei prossimi giorni il sopralluogo e l’avvio del percorso per il suo riutilizzo”

La crisi continua a stringere la morsa e la situazione economico-sociale dell’Umbria continua ad affondare, lo testimoniano i dati elaborati dall’osservatorio nazionale della CGIL sull’andamento della CIG. I segnali di ottimismo sparsi a piene mani nei mesi scorsi, infatti, non trovano nessun riscontro nella realtà. Sono 14.339 i cassintegrati nel mese di luglio. A questi però, vanno aggiunti gli oltre 5.500 lavoratori collocati nella cassa in deroga e per i quali, non sono stati ancora immessi nella procedura che consenta il pagamento delle mensilità arretrate. Secondo la CGIL Umbria, ammonta a 19.889, dunque, il numero dei cassintegrati nella regione verde d’Italia. Per ciò che riguarda le aziende, quelle in concordato preventivo, rispetto all’anno precedente passano da 1 a 4 e i contratti di solidarietà da 5 a 10. Le riconversioni industriali sono ben 41. Se a questo aggiungiamo il fatto che le richieste di disoccupazione nell’anno corrente sono aumentate del 3,7% rispetto all’anno precedente (abbiamo oltre 51 mila disoccupati in Umbria) ci troviamo di fronte ad un vero e proprio bollettino di guerra. Per uscire dall’impasse, il Segretario Generale CGIL Umbria, Mario Bravi suggerisce di non aumentare la flessibilità (come propone il Jobs Act del Ministro Poletti), piuttosto di puntare su una politica economica alternativa basata anche in Umbria su un vero piano del lavoro. In sintesi occorre, secondo la CGIL, “cambiare verso”, ridando valore, dignità e diritti al mondo del lavoro. Su questi temi, comunica la CGIL, da settembre si svilupperà la mobilitazione sulla vertenza Umbria.

 

Articoli correlati