8.9 C
Foligno
sabato, Febbraio 14, 2026
HomeEconomiaLa crisi continua a stringere la morsa: 19.889 i cassintegrati in Umbria

La crisi continua a stringere la morsa: 19.889 i cassintegrati in Umbria

Pubblicato il 20 Agosto 2014 16:49 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:40

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Casa di comunità a Foligno, Pd all’attacco: “Basta bugie”

Dopo il confronto in consiglio comunale tra il sindaco e la capogruppo dem, Rita Barbetti, è stata convocata una conferenza stampa con cui il gruppo consiliare ha chiarito la sua posizione. La denuncia: “Risorse disponibili da tempo, la responsabilità era della Giunta Tesei”

Al “San Giovanni Battista” esperti a confronto sulla gestione del pacemaker in ambiti non cardiologici

L’incontro è in programma per sabato 21 febbraio. Promosso su iniziativa della Cardiologia Foligno-Spoleto, risponde a un’evenienza sempre più frequente nell’attività ospedaliera elettiva e in urgenza

Casa di comunità a Foligno, è scontro sui fondi Inail. Proietti: “L’impegno è confermato”

A seguito dell’interrogazione presentata in consiglio comunale dalla capogruppo del Pd, Rita Barbetti, si è scatenato il botta e risposta tra il sindaco di Foligno e la presidente della Regione Umbria in merito alla realizzazione del presidio sanitario in città

La crisi continua a stringere la morsa e la situazione economico-sociale dell’Umbria continua ad affondare, lo testimoniano i dati elaborati dall’osservatorio nazionale della CGIL sull’andamento della CIG. I segnali di ottimismo sparsi a piene mani nei mesi scorsi, infatti, non trovano nessun riscontro nella realtà. Sono 14.339 i cassintegrati nel mese di luglio. A questi però, vanno aggiunti gli oltre 5.500 lavoratori collocati nella cassa in deroga e per i quali, non sono stati ancora immessi nella procedura che consenta il pagamento delle mensilità arretrate. Secondo la CGIL Umbria, ammonta a 19.889, dunque, il numero dei cassintegrati nella regione verde d’Italia. Per ciò che riguarda le aziende, quelle in concordato preventivo, rispetto all’anno precedente passano da 1 a 4 e i contratti di solidarietà da 5 a 10. Le riconversioni industriali sono ben 41. Se a questo aggiungiamo il fatto che le richieste di disoccupazione nell’anno corrente sono aumentate del 3,7% rispetto all’anno precedente (abbiamo oltre 51 mila disoccupati in Umbria) ci troviamo di fronte ad un vero e proprio bollettino di guerra. Per uscire dall’impasse, il Segretario Generale CGIL Umbria, Mario Bravi suggerisce di non aumentare la flessibilità (come propone il Jobs Act del Ministro Poletti), piuttosto di puntare su una politica economica alternativa basata anche in Umbria su un vero piano del lavoro. In sintesi occorre, secondo la CGIL, “cambiare verso”, ridando valore, dignità e diritti al mondo del lavoro. Su questi temi, comunica la CGIL, da settembre si svilupperà la mobilitazione sulla vertenza Umbria.

 

Articoli correlati