7.4 C
Foligno
sabato, Marzo 21, 2026
HomeEconomiaJp Industries, i lavoratori vogliono incontrare Matteo Renzi

Jp Industries, i lavoratori vogliono incontrare Matteo Renzi

Pubblicato il 1 Ottobre 2014 16:51 - Modificato il 6 Settembre 2023 02:15

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

La Quintana rivive in un videogioco

Il cabinato è stato presentato durante la rassegna C.r.e.a. Cultura dal folignate Niccolò Santarelli e gli altri due creatori, Gabriele Bondoni e Cristian La Porta. "Obiettivo migliorarlo per presentarlo all'Ente Giostra"

Rinnovabili, la Regione modifica la legge sulle aree idonee

Dopo l'impugnativa del Governo dello scorso dicembre l'Ente ha ripreso in mano l'atto legislativo circoscrivendo con precisione le zone compatibili con l'installazione degli impianti. De Luca: "L'adeguamento non intacca la nostra visione"

Monsignor Sorrentino ricevuto in Comune: sul Libro d’onore di Foligno la firma del vescovo

Ad attenderlo nella sala del consiglio il sindaco Zuccarini con la giunta e il presidente Galligari per un saluto prima del passaggio del testimone a monsignor Accrocca. Per lui anche il baiocco d’oro. “Grazie di cuore per l’accoglienza fraterna ricevuta”

I lavoratori della Jp Industries vogliono incontrare il presidente del consiglio Matteo Renzi. L’occasione sarà la visita del premier in Umbria il prossimo 4 ottobre, quando Renzi sarà a Terni e poi ad Assisi per le celebrazioni di San Francesco. Un altro gesto importante per i lavoratori, che lo scorso anno hanno incontrato anche Papa Francesco. I lavoratori iscritti o simpatizzanti al Pd della Jp si rivolgono quindi al segretario regionale Giacomo Leonelli, auspicando di «trovare un momento per scambiare opinioni sulle possibilità di sviluppo di questo territorio. Lo abbiamo fatto con il Santo Padre – dicono – e farlo con il primo ministro potrà essere anche più semplice». Gli operai ormai stanno usando tutto quello che è nelle loro possibilità per difendere il proprio lavoro: «La storia si ripete – dicono– e siamo di nuovo di fronte ai cancelli della fabbrica. La sentenza del tribunale di Ancona, l’empasse del governo. Il comportamento immobile delle banche e ora il datore di lavoro che vende macchinari e non solo quelli in eccesso, ma anche quelli che permetterebbero un minimo di produzione. Ci costringono a metterci davanti ai cancelli e a bloccare l’uscita delle merci. Ormai non solo la rabbia è il nostro maggiore sentimento, ma anche la rassegnazione. Vedere il tempo trascorrere e non trovare soluzione – concludono – lascia molto amaro in bocca ma l’impossibilità di trovare alternative di lavoro ci costringe ad attaccarci alla più flebile speranza».

Articoli correlati