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“Alla scoperta dell’Umbria”, ma Foligno non c’è: dura la reazione in città

Pubblicato il 30 Ottobre 2014 16:43 - Modificato il 6 Settembre 2023 01:56

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Sono giorni di discussioni accese a Foligno per la notizia riportata dal Corriere dell’Umbria relativamente alla brochure promozionale che la Regione Umbria ha presentato al Salone del gusto di Torino, ed all’interno della quale Foligno non viene citata se non in piccolissima parte. Un atto “discriminatorio – denunciano da più parti – l’ennesimo, che vede ancora una volta la città della Quintana penalizzata a livello regionale”. Dopo le dichiarazioni rilasciate alla stampa da amministratori ed esponenti delle associazioni di categoria folignati, si amplia il coro di voci. E ad intervenire sulla questione è stata, giovedì mattina, la capogruppo di Impegno civile in consiglio comunale, Stefania Filipponi. “Foligno viene sistematicamente ignorata da guide, opuscoli informativi e tg regionali – dichiara – e proprio perchè non è la prima volta il sindaco non può limitarsi a promettere che chiederà chiarimenti, ma deve esigere il ritiro della brochure da parte della Regione. “Si tratta – prosegue – di un grave danno all’immagine della terza città dell’Umbria, che ha enormi potenzialità ma che ha la sventura di essere governata, da ben oltre un ventennio, da amministratori privi di autorevolezza, asserviti al pensiero unico regionale, più attenti a collezionare poltrone che a rivendicare con orgoglio le eccellenze di Foligno”. Ma Stefania Filipponi non è stata l’unica a prendere parte al dibattito quest’oggi. A dire la sua è stato anche il consigliere regionale in quota Pd, Luca Barberini, che in una nota ha annunciato un’interrogazione all’esecutivo di palazzo Donini “per chiarire contorni e responsabilità” di quella che ha definito “una scelta paradossale” che – si legge – “ha portato alla realizzazione di un prodotto che non rappresenta in maniera adeguata tutta la regione”. “Chi ha fatto scelte del genere – prosegue Barberini – non può continuare a gestire iniziative così rilevanti per l’immagine dell’Umbria. La Regione e la città di Foligno – conclude – non possono più tollerarlo”. Al via quindi la caccia al responsabile. Intanto per venerdì è stato fissato un incontro tra le associazioni di categoria folignati. Nel corso del vertice si deciderà sul da farsi.

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