10.1 C
Foligno
venerdì, Gennaio 2, 2026
HomeCulturaDe Gregori incanta Foligno nel ricordo di Sergio Piazzoli

De Gregori incanta Foligno nel ricordo di Sergio Piazzoli

Pubblicato il 19 Marzo 2015 15:31 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:39

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Capodanno a Foligno, intossicazione etilica per un minore. Concerto in piazza senza criticità

Tra i casi registrati al pronto soccorso del “San Giovanni Battista” anche una lieve ustione a una mano causata dallo scoppio di un petardo. In tanti in centro per trascorrere la serata tra musica e brindisi di benvenuto al 2026

É Adama la prima bimba nata nel 2026 a Foligno

La piccola è venuta alla luce poco dopo le tre e mezza di giovedì primo gennaio. L’ultimo nato del 2025, invece, è stato un maschietto di nome Mattia

A Sant’Eraclio si legge “La cometa di Halley” di Paolo Maffei

Venerdì 2 gennaio appuntamento nella biblioteca di vocabolo Formoni che porta il suo nome. L’evento rientra nel cartellone di iniziative promosso dal Laboratorio di Scienze Sperimentali per i cento anni dalla nascita dell’astrofisico folignate

Un doveroso ricordo di Sergio Piazzoli al centro di un meraviglioso concerto che ha regalato grandi emozioni al pubblico del PalaPaternesi di Foligno. Si potrebbe riassumere così la data zero del “Vivavoce tour” di Francesco De Gregori, partito mercoledì sera dal palasport folignate nel ricordo di Sergio Piazzoli, indimenticato punto di riferimento in Umbria per la musica e per chi fa di questa arte la propria professione. “Sergio Piazzoli è stato un musicista fra i musicisti”: sono state queste le parole utilizzate da De Gregori per ricordarlo, così come ha voluto fare durante tutta la settimana di prove folignati, per ringraziare la Fondazione SergioPerLaMusica che lo ha accolto ed ospitato. L’incasso della serata, per volontà dello stesso De Gregori, è andato a sostenere la stessa Fondazione. Tornando alla musica, il concerto folignate del “principe” ha letteralmente estasiato i quasi duemila spettatori, che non hanno voluto perdersi la rivisitazione di tutti quei brani che lo hanno reso celebre e che nel suo ultimo album “Vivavoce” vivono una seconda giovinezza. Ad accompagnarlo sul palco Guido Guglielminetti (basso e contrabbasso), Paolo Giovenchi (chitarre), Lucio Bardi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Alessandro Arianti (hammond e piano), Stefano Parenti (batteria), Elena Cirillo (violino e cori), Giorgio Tebaldi (trombone), Giancarlo Romani (tromba) e Stefano Ribeca (sax). LA SCALETTA – Il concerto è iniziato con “Finestre rotte” per poi proseguire così: “Viva l’Italia”, “Il panorama di Betlemme”, “Caterina”, “Un guanto”, “Bellamore”, “Il canto delle sirene”, “La leva calcistica della classe ‘68”, “Per le strade di Roma”, “Generale”, “Sotto le stelle del messico”, “La ragazza e la miniera”, “Il futuro” (cover del brano “The future” di Leonard Cohen, che l’artista ha riadattato in italiano e che solitamente propone spesso live nei suoi concerti), “Belle Epoche”, “La Testa nel secchio”, “Mayday”, “Niente da capire”, “Guarda che non sono io”, “Titanic”, “Buonanotte fiorellino”, “Vai in Africa Celestino”. Per i bis ha proposto invece “Alice”, “La donna cannone”, “Rimmel” e la cover di Elvis “Can’t help falling in love”. È poi riuscito per l’ultima volta, augurando infine a tutti una buona notte, con “Atlantide” e “Vola vola”.

 

Articoli correlati