10.5 C
Foligno
venerdì, Aprile 3, 2026
HomeAttualitàFiume Attone inquinato: il Comitato di nuovo all'attacco

Fiume Attone inquinato: il Comitato di nuovo all’attacco

Pubblicato il 13 Aprile 2015 16:33 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:27

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Inizia l’era Accrocca: confermati i vertici della curia

Il vescovo Felice ha firmato il decreto con cui dà continuità al lavoro avviato da monsignor Sorrentino. Perno dell’amministrazione resta don Giovanni Zampa, vicario generale per entrambe le diocesi

Il vescovo Felice incontra la stampa: “Vivere la professione con conoscenza e coscienza”

Giovedì 2 aprile monsignor Accrocca ha avuto l'occasione di confrontarsi e rispondere alle domande dei giornalisti, rivolgendo un invito a dare notizie accurate. Tra i temi toccati la possibile unione delle diocesi e lo spopolamento delle aree interne

Consultorio Subasio, parla la Usl: “Sollecitata la conclusione degli interventi di manutenzione straordinaria”

L’azienda sanitaria locale è intervenuta sulla vicenda, richiamando l’attenzione sulla responsabilità dell’amministrazione condominiale. La presa di posizione in risposta al sit in di protesta delle Donne Arci Subasio. “In caso di inerzia, si interverrà nelle sedi competenti”

Scelte univoche e chiarezza nell’azione di controllo, monitoraggio e repressione dei fenomeni inquinanti da parte della politica locale e regionale. E’ questo l’appello lanciato dal Comitato della difesa dell’acqua e dell’aria di Bevagna che in questi giorni ha portato nuovamente alla luce la questione dell’inquinamento del torrente Attone. La battaglia del comitato è stata riaccesa dall’ultimo episodio – risalente a qualche giorno fa – di riversamento di reflui inquinanti nel torrente in questione, da tempo ormai oggetto di fenomeni di inquinamento estemporaneo di vario genere accompagnati da altri fenomeni inquinanti più consolidati, evidenti nelle stagioni della vendemmia e della molitura delle olive. Relativamente all’ultimo episodio la denuncia sarebbe più grave, infatti, l’invaso da dove si sono riversati i liquami – sottolinea il comitato in un comunicato stampa – era già stato sottoposto ad una ordinanza di bonifica da parte del sindaco di Montefalco, però mai eseguita. Alla luce di questo ultimo episodio, il comitato – sottolineando che il soggetto responsabile e il problema fossero noti – ha chiesto che si faccia luce sul perché l’ordinanza di bonifica non sia stata eseguita sollecitando un intervento urgente e pesante della magistratura competente. Al fine di interrompere questi fenomeni di inquinamento dei corsi fluviali, il comitato sta promuovendo un coordinamento di 34 associazioni, che hanno già firmato un documento di richiamo e sollecito, per continuare il lavoro di vigilanza su tutte le attività connesse affinché il problema del risanamento dei fiumi della Valle Umbra Sud sia posto tra le priorità improrogabili delle agende politiche ed economiche. Sottolineando che solo un grande intervento politico di ampia riorganizzazione gestionale del territorio, con le conseguenti adeguate risorse finanziarie, potrebbe determinare una inversione di rotta e risolvere definitivamente il problema dello stato qualitativo dei corsi d’acqua del territorio, il comitato ha tenuto a sottolineare che l’azione intrapresa è rivolta anche ad un potenziamento reale dell’economia locale e ad una valorizzazione vera delle potenzialità artigianali, turistiche, naturalistiche e culturali della Valle Umbra Sud.

Articoli correlati