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Spoleto, il riaccertamento dei residui approda in consiglio comunale

Pubblicato il 14 Maggio 2015 16:36 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:10

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Un buco di bilancio da oltre 15 milioni di euro, un disavanzo tecnico – per la precisione – che si sarebbe creato a seguito del riaccertamento straordinario. È quello che riguarda il comune di Spoleto e che è ormai al centro del dibattito da diversi giorni. La questione ora approderà in consiglio comunale il prossimo 28 maggio alle 9. Al primo punto dell’ordine del giorno della massima assise cittadina infatti è prevista – tra le altre cose – la comunicazione del presidente del consiglio comunale, Giampiero Panfili, che dovrà illustrare ai consiglieri il risultato del riaccertamento straordinario dei residui. Un tema quindi che sta facendo discutere e che è stato anche al centro di una conferenza stampa organizzata dal gruppo consiliare del Partito democratico. La settimana scorsa era stata l’assessore al bilancio, Agnese Pula, a spiegare in una nota la situazione in cui versa il comune di Spoleto. “In sintesi il disavanzo tecnico (al netto del disavanzo di amministrazione derivante dal rendiconto 2014), che è emerso dall’attività di riaccertamento straordinario dei residui e dalla determinazione del fondo crediti di dubbia esigibilità, è pari a 15,5 milioni. Il riaccertamento straordinario dei residui ha prodotto una differenza positiva di circa 2,8 milioni – ha spiegato l’assessore – Questo non significa che i residui attivi e passivi iscritti in bilancio con le precedenti norme (d.lgs 267/2000) non fossero corretti, significa invece che il nuovo principio di competenza finanziaria rafforzata, in vigore dal primo gennaio 2015, impone criteri diversi per il mantenimento o meno di detti residui”. Insomma ora, oltre al vecchio e ormai noto buco di bilancio, a preoccupare è il nuovo disavanzo tecnico. E per l’assessore Pula questa pesante eredità proviene dal passato. Ad ogni modo, ha spiegato che il disavanzo verrà coperto in 30 anni, in quote annue costanti di 516mila euro. “Tali quote – ha poi aggiunto – potrebbero ridursi negli anni futuri in presenza di incassi dei crediti superiori alle percentuali di recupero finora registrate”.
 

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