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Qualità dell’aria, Arpa: “A Sant’Eraclio nessun allarme”

Pubblicato il 20 Maggio 2015 11:18 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:06

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La qualità dell’aria nella zona di Sant’Eraclio non è delle peggiori. O meglio, dai rilevamenti effettuati dall’Agenzia regionale di protezione ambientale, attraverso una postazione di monitoraggio in località Santo Stefano dei Piccioni, è emerso che i dati relativi alle concentrazioni di Pm10 non evidenziano significative differenze rispetto a quelli registrati dalla più vicina stazione della rete regionale di Porta Romana. Stando a quanto riferito dall’Arpa, quindi, non si denotano particolari influenze derivanti dall’impianto della ditta Pavi srl, che produce conglomerati bituminosi in vocabolo Moano. “La media del periodo – fanno sapere dall’Agenzia – è risultata abbondantemente sotto i limiti e non sono stati riscontrati superamenti”. Anche per quanto riguarda la caratterizzazione di metalli e di idrocarburi policiclici aromatici “l’analisi dei primi filtri – affermano gli esperti –  rivela valori contenuti e in linea con quelli rilevati in altre località, e non si riscontrano influenze da parte dell’impianto”. Una questione questa su cui si discute da tempo. Nei giorni scorsi, infatti, il consigliere del Pd Michela Matarazzi aveva rivolto un’interrogazione al sindaco di Foligno Nando Mismetti e all’assessore Graziano Angeli proprio per ricevere aggiornamenti sulla situazione. Anche i residenti non hanno mai abbassato la guardia sulle emissioni maleodoranti che, a loro dire, ristagnano sia sulla pianura che a ridosso dell’area di Santo Stefano dei Piccioni, Cancellara, Scandolaro e Colle Scandolaro. I cittadini, quindi, sono preoccupati sia per una questione ambientale che – di conseguenza – per un discorso di salute pubblica, visti i numerosi decessi per leucemia e i diversi casi di tumori che si sarebbero registrati negli ultimi anni tra gli abitanti delle frazioni più esposte. Ed è per questo che per giovedì 21 maggio, alle 21, la comunanza agraria ha indetto, nella propria sede della frazione folignate, la quarta assemblea pubblica per discutere della questione. Dall’Arpa, tuttavia, fanno sapere che “dal mese di aprile si è inoltre proceduto con la raccolta delle deposizioni al suolo per l’individuazione di metalli, ipa e microinquinanti organici. I risultati su questo fronte saranno disponibili entro giugno. L’impianto, inoltre, è monitorato attraverso l’utilizzo di un modello di simulazione della dispersione degli inquinanti in aria. L’Agenzia ha quindi effettuato una valutazione dell’entità dell’impatto delle emissioni prodotte e delle aree di massima ricaduta. “Sempre attraverso una apposita modellistica, è stata inoltre effettuata – affermano – una valutazione qualitativa delle variazioni in termini di ricadute al suolo che si potrebbero produrre nel caso di una modifica all’impianto riguardante l’innalzamento del punto di emissione, ovvero del camino”. La simulazione è stata effettuata per polveri fini, ossidi di azoto, composti organici volatili  e ipa. Le concentrazioni ottenute sarebbero quindi risultate generalmente piuttosto contenute: i valori più elevati sono stati valutati entro i 200-300 metri di distanza dal camino, oltre i quali invece diminuirebbero significativamente fino a 5 volte. Per ciò che riguarda la valutazione degli effetti di un ipotetico innalzamento di quest’ultimo del doppio della sua altezza, si è rilevato che porterebbe ad una riduzione delle ricadute al suolo degli inquinanti studiati di oltre il 30%.

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