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Montefalco, rivoluzione per il “rosso”: addio a cabernet e merlot

Pubblicato il 2 Luglio 2015 09:25 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:42

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Dopo la conferma di Amilcare Panbuffetti come presidente del Consorzio lo scorso 22 giugno, altra importante novità per il disciplinare del “rosso” di Montefalco. Vino Doc dell’Umbria, e per questo disciplinata a norma di legge in un apposito documento (“disciplinare” per l’appunto), cambia la sua natura. Ad annunciarlo è proprio il nuovo consiglio d’amministrazione del “Consorzio tutela vini Montefalco”, che ha eliminato l’utilizzo del 15 per cento (fino ad un massimo del 30 per cento) di “altre uve autorizzate”come merlot e cabernet sauvignon, oltre al Sangiovese e al Sagrantino. Dunque, da tre uvaggi consentiti se ne potranno utilizzare solo due, dando sempre maggiore risalto alle tipicità del territorio, alla struttura e all’intensità del vino, prevedendo “l’utilizzo in prevalenza di Sangiovese, dal 60 all’80 per cento – come da nuovo disciplinare – e dal 10 al 15 per cento di Sagrantino”. Il Montefalco Doc è sempre più autoctono, legato al territorio e alle sue origini, apportando delle novità che, dalla prossima vendemmia, si potranno anche degustare.

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