31.7 C
Foligno
giovedì, Giugno 18, 2026
HomeEconomiaFirema, dopo il referendum l'azienda passa alla Titagarh

Firema, dopo il referendum l’azienda passa alla Titagarh

Pubblicato il 9 Luglio 2015 16:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:38

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Beccato con 12 grammi di hashish: arrestato 38enne

L’uomo è stato notato dai carabinieri della compagnia di Foligno che dopo averlo fermato hanno proceduto alla perquisizione che ha portato al rinvenimento della droga. Sequestrati anche 105 euro ritenuti provento dell’attività di spaccio

Rubano vestiti in un negozio di Sant’Eraclio, ma vengono traditi dall’antitaccheggio

Denunciati per concorso in furto aggravato due trentenni con precedenti. Allertati dall’allarme, gli addetti alla sicurezza hanno immediatamente chiamato la polizia: nascosti nella borsa della donna capi d’abbigliamento per un centinaio di euro

Nidi, fallito il vertice tra sindacati e Comune: prosegue lo sciopero

Le parti restano distanti nella risoluzione della vertenza che va avanti da ormai cinque mesi. Le forze sociali: “L’amministrazione ha confermato la propria posizione. Basterebbe uno sforzo di 30mila euro per mettere in sicurezza un servizio fondamentale”

È ufficiale: la Firema passa in mano alla cordata capeggiata dalla multinazionale indiana Titagarh cui partecipa anche la società partenopea Adler. La newco, quindi, rileva il 100 per cento della società specializzata nel settore meccanico-ferroviario, dopo che i lavoratori degli stabilimenti di Spello, Caserta, Milano e Tito (Potenza) hanno dato l’ok all’ipotesi di accordo siglata venerdì 3 luglio al Ministero dello Sviluppo Economico. Nei giorni scorsi infatti, 463 lavoratori – su 520 in organico – hanno votato il referendum, esprimendosi per il “sì” in 328 e per il “no” in 125, con 10 schede tra nulle e bianche. In particolare, a Spello i voti favorevoli all’intesa firmata dai sindacati sono stati ben 23 su 25 e un solo contrario. Nello stabilimento di Caserta invece, che è quello con il maggior numero di dipendenti, in 272 si sono espressi a favore e in 105 si sono pronunciati contro. Mentre a Tito i “sì” sono stati 63 e i “no” 9. Infine a Milano in 33 hanno condiviso la proposta relativa alla newco e in 11 hanno deciso di bocciarla. La Firema, tuttavia, contava circa 520 addetti, dei quali 360 dovrebbero essere assunti dalla nuova società. Per i restanti 180, invece, il futuro sembra essere più incerto. Per un’ottantina infatti la Titagarh Firema Adler–Tfa, questo il nome dell’azienda, si è impegnata a procedere, dopo due mesi dalla firma, con contratti a tempo determinato, mentre per gli altri 80, a questo punto, si ricorrerà o alla cassa integrazione o alla mobilità o ai pensionamenti. E se con la vendita il fallimento è stato evitato, la strada da percorrere, però, è ancora in salita. “Abbiamo scongiurato il fallimento – dichiara Adolfo Pierotti, segretario regionale della Fim-Cisl dell’Umbria – ma ora la situazione va seguita con grande attenzione, perché l’azienda è tutta da ricostruire dato mancano le commesse. Il primo obiettivo comunque è stato raggiunto – continua -, visto che l’eventuale fallimento sarebbe stato una iattura, ma adesso abbiamo davanti una partita che deve essere ancora tutta giocata. Sull’occupazione qualche pietra probabilmente l’abbiamo salvata – conclude Pierotti – ma l’azienda, ad oggi, è tutta da costruire”.

Articoli correlati