11.1 C
Foligno
domenica, Febbraio 22, 2026
HomeEconomiaFirema, dopo il referendum l'azienda passa alla Titagarh

Firema, dopo il referendum l’azienda passa alla Titagarh

Pubblicato il 9 Luglio 2015 16:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:38

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Falchi beffati da un rigore: al “Blasone” lo Scandicci vince 0-1

Il Foligno spinge, ma non riesce a trovare la rete, mentre lo Scandicci ottiene il vantaggio grazie alla conclusione di bomber Arrighini. La sconfitta vede i biancazzurri cedere il quarto posto al Siena e preannuncia una battaglia contro il Terranuova nel prossimo match

Il corpo di Francesco esposto alla venerazione del mondo 

Fino al 22 marzo sarà possibile sostare in preghiera davanti alle spoglie mortali del Poverello: previste oltre 370mila presenze da tutto il mondo. Monsignor Accrocca: “Il suo corpo continua a parlarci: l'uomo non vale per ciò che appare, ma per ciò che è"

San Pietro di Bovara, un tesoro riscoperto per la Giornata della guida turistica

Aperta al pubblico dopo i restauri post-sisma, la storica chiesa benedettina svela elementi originali, l’iscrizione del maestro costruttore Atto e il “miracolo della tentazione” di San Francesco. Le visite guidate sono in programma per oggi

È ufficiale: la Firema passa in mano alla cordata capeggiata dalla multinazionale indiana Titagarh cui partecipa anche la società partenopea Adler. La newco, quindi, rileva il 100 per cento della società specializzata nel settore meccanico-ferroviario, dopo che i lavoratori degli stabilimenti di Spello, Caserta, Milano e Tito (Potenza) hanno dato l’ok all’ipotesi di accordo siglata venerdì 3 luglio al Ministero dello Sviluppo Economico. Nei giorni scorsi infatti, 463 lavoratori – su 520 in organico – hanno votato il referendum, esprimendosi per il “sì” in 328 e per il “no” in 125, con 10 schede tra nulle e bianche. In particolare, a Spello i voti favorevoli all’intesa firmata dai sindacati sono stati ben 23 su 25 e un solo contrario. Nello stabilimento di Caserta invece, che è quello con il maggior numero di dipendenti, in 272 si sono espressi a favore e in 105 si sono pronunciati contro. Mentre a Tito i “sì” sono stati 63 e i “no” 9. Infine a Milano in 33 hanno condiviso la proposta relativa alla newco e in 11 hanno deciso di bocciarla. La Firema, tuttavia, contava circa 520 addetti, dei quali 360 dovrebbero essere assunti dalla nuova società. Per i restanti 180, invece, il futuro sembra essere più incerto. Per un’ottantina infatti la Titagarh Firema Adler–Tfa, questo il nome dell’azienda, si è impegnata a procedere, dopo due mesi dalla firma, con contratti a tempo determinato, mentre per gli altri 80, a questo punto, si ricorrerà o alla cassa integrazione o alla mobilità o ai pensionamenti. E se con la vendita il fallimento è stato evitato, la strada da percorrere, però, è ancora in salita. “Abbiamo scongiurato il fallimento – dichiara Adolfo Pierotti, segretario regionale della Fim-Cisl dell’Umbria – ma ora la situazione va seguita con grande attenzione, perché l’azienda è tutta da ricostruire dato mancano le commesse. Il primo obiettivo comunque è stato raggiunto – continua -, visto che l’eventuale fallimento sarebbe stato una iattura, ma adesso abbiamo davanti una partita che deve essere ancora tutta giocata. Sull’occupazione qualche pietra probabilmente l’abbiamo salvata – conclude Pierotti – ma l’azienda, ad oggi, è tutta da costruire”.

Articoli correlati