Museo di San Francesco gremito, a Montefalco, per l’inaugurazione della mostra dedicata a Benozzo Gozzoli ed il ritorno a casa, dopo ben 167 anni, della “Madonna della Cintola”. Dopo l’operazione di restauro che ha visto in prima fila l’Umbria, con il Comune di Montefalco, il Consorzio tutela vini guidato da Amilcare Pambuffetti e il Lions club di Foligno, la pala d’altare è ritornata – seppur temporaneamente – tra le braccia di quella città che l’ha vista prender forma nel Quattrocento e che le ha poi dovuto dire addio quando, nel 1848, la comunità montefalchese ne fece un dono per l’allora pontefice Pio IX, che aveva concesso alla Ringhiera dell’Umbria il titolo di città. Centosessantasette anni accanto ad altrettante grandi opere custodite all’interno dei Musei Vaticani e poi finalmente la bella notizia: la “Madonna della cintola” torna a casa. “Un sogno che sembrava irrealizzabile”. Così lo ha definito il sindaco Donatella Tesei, tra i principali artefici di una complessa operazione la cui forza è stata proprio nel riuscire a creare una perfetta sinergia tra pubblico e privato. “Protagonista – ha spiegato il primo cittadino – è stato il territorio, che ha compreso l’importanza di valorizzare le sue eccellenze, un modello esportabile per tutto il nostro patrimonio italiano, l’arma per uscire dalla crisi”. Per Ermete Realacci, presidente di Symbola e tra i grandi sostenitori di questa iniziativa, si è trattato di “una bellissima storia italiana che parla non solo di arte e cultura, ma di unità. Se il restauro fosse stato offerto solo con risorse pubbliche sarebbe stato meno importante, ma qui si è mossa una comunità, l’azienda di Marco Caprai. Qui vedo – ha quindi sottolineato – non solo un atto di amore, ma di intelligenza che ha un effetto economicamente molto importante perché comunica l’idea di un territorio che affronta il futuro. In questa iniziativa – ha concluso Realacci – c’è un pezzo di futuro dell’Italia”. Ad accogliere la “Madonna della Cintola” il pubblico delle grandi occasioni. Oltre 350 gli ospiti presenti all’interno del complesso museale di San Francesco. Tra loro, tantissime personalità del mondo economico, culturale e sociale della regione e anche le più importanti cariche politiche dell’Umbria, come la governatrice Catiuscia Marini, la presidente del consiglio regionale Donatella Porzi e l’assessore alla cultura e eventi Fernanda Cecchini, oltre a consiglieri e capigruppo di minoranza tra cui Claudio Ricci. “Siamo di fronte ad un progetto culturale, civile ed economico – ha affermato la governatrice – che ha visto insieme una comunità civile e imprenditori profondamente legati ai valori storici e artistici di questi luoghi”. Tra i grandi ospiti, oltre al direttore dei Musei Vaticani, Antonio Paolucci, anche il sottosegretario al Mibac, Ilaria Borletti Buitoni. “Oggi la città di Montefalco è una piccola capitale della cultura – ha detto -. Si celebra un esempio di città che ha voluto lanciare il cuore oltre ogni ostacolo ed una comunità che l’ha seguito e sostenuto. Questo progetto – ha concluso il sottosegretario – è la chiave per il futuro del nostro paese, un esempio anche per il nostro ministero per guardare avanti con ottimismo”.
Montefalco, giù il drappo: la Madonna di Gozzoli è a casa
Pubblicato il 19 Luglio 2015 11:33 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:33
Nando Mismetti e Francesca Cascelli
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