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Chirurgia, il sindaco Cardarelli vuole vederci chiaro

Pubblicato il 7 Agosto 2015 15:08 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:23

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“Abbiamo dato mandato al nostro ufficio legale di verificare l’esistenza di ipotesi di reato per le quali la città possa essere stata danneggiata. In quel caso faremo le nostre rimostranze presso le autorità competenti”. È questo il commento del sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli, sulla vicenda del concorso per il primariato di Chirurgia del San Matteo degli Infermi, in riferimento anche alla specialità nel campo della robotica. Una questione questa che va avanti ormai da tempo e per cui è stata chiesta, attraverso una mozione dei gruppi di maggioranza Rinnovamento e Spoleto Popolare, la rimozione del direttore generale dell’Ausl Umbria 2, Sandro Fratini, dal suo incarico perché non avrebbe valorizzato “le risorse umane e tecniche di cui disponeva l’Ospedale”. Il riferimento è anche alla struttura dipartimentale di robotica, che doveva essere guidata del dottor Alberto Patriti – data la sua esperienza nel settore – il quale è stato però nominato provvisoriamente coordinatore la settimana scorsa. Ma anche la sentenza del Tar, che ha evidenziato delle incongruenze nel concorso attraverso cui è stato nominato primario il dottor Giampaolo Castagnoli, a quattro posizioni di distanza in graduatoria da Patriti, ha creato un’ulteriore frattura tra il direttore generale e l’amministrazione spoletina. Nonostante le considerazioni del tribunale amministrativo regionale non abbiano alcun effetto giuridico in virtù del fatto che il ricorso presentato dal dottor Patriti è stato poi ritirato, Cardarelli è intenzionato ad andare avanti chiedendo un incontro alla governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini e all’assessore alla Sanità Luca Barberini. “Non vogliamo entrare nel merito di questioni legali perché non ci spetta – afferma il primo cittadino – ma siamo fiduciosi che chi deve garantire il rispetto delle regole lo farà. Se il concorso ha l’obiettivo di privilegiare una determinata specialità e viene vinto da chi il computer e il robot non lo sa neanche accendere – sottolinea – ci sarebbero evidenti problemi, che potrebbero portare ad una diminutio del nostro reparto che è stato sempre all’avanguardia in Italia. A quel punto chi ha sbagliato – conclude – dovrebbe pagarne le conseguenze”. Al riguardo sono intervenuti anche il coordinatore provinciale di Ncd ed il vice, Massimo Monni e Mirko Menicacci, intenzionati a portare la vicenda sul tavolo del ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

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