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Spello, Niccolò Fabi incanta il pubblico di Villa Fidelia

Pubblicato il 9 Agosto 2015 11:30 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:22

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Intimo e allegro: Niccolò Fabi ha conquistato il pubblico di Villa Fidelia. Il cantautore romano, che sabato sera si è esibito nella suggestiva cornice della Splendidissima Colonia Julia, accompagnato da un magistrale ensemble di flauto traverso, viola, violino e violoncello (lo GnuQuartet, composto da Francesca Rapetti, Raffaele Rebaudengo, Roberto Izzo e Stefano Cabrera), non ha potuto che incantare i fan con la sua performance di un paio d’ore tra canzoni più datate ed altre più recenti, tutte comunque accomunate da testi spiccatamente poetici. “Poeta pelvico”, così ha raccontato di essere stato definito da un amico. Il cantautore ha in questo modo creato subito un filo diretto con il pubblico, chiacchierando e scherzando tra una canzone e l’altra. Il concerto è stato organizzato dalle cooperative sociali Impulso ed Utopia 2000, che tramite l’interazione tra le varie realtà hanno come obiettivo quello di creare una rete solidale naturale nell’interesse generale della collettività. E Niccolò Fabi non si è mai tirato indietro, proprio per la sua propensione alla solidarietà. Ad aprire il concerto è stata una giovane artista torinese di 25 anni, Ceciclia Lasagno, voce ed arpa, che ha intrattenuto i presenti prima dell’arrivo sul palco dell’originale formazione. Così Niccolò, dopo un anno condiviso con i suoi amici di sempre, Daniele Silvestri e Max Gazzè, con i quali il 30 luglio, a Roma, ha chiuso la tournée, è tornato sui palchi insieme allo GnuQuartet per continuare la sua ricerca musicale fuori dagli schemi. Un esperimento questo che, a guardar bene, sta riuscendo in pieno. Sabato sera a Villa Fidelia non pochi sono stati infatti i complimenti rivolti a Fabi. Oltre ad omaggiare la sua bellezza, dal pubblico si sono levate voci di grande apprezzamento per la sua musica, tanto da considerarlo “un bene dell’umanità e – ironicamente – una specie protetta”. Il cantautore a tante lusinghe ha risposto con altrettanta ironia: “Non sarà troppo? Queste si chiamano iperboli, ma finché le diciamo tra di noi – ha detto, strizzando l’occhio ai suoi fans – vanno bene”. LA SCALETTA – Le prime note suonate sono state quelle di “Milioni di Giorni”, poi quelle dello straordinario inno alla vita “Oriente” e ancora “Offeso”. Una scaletta volutamente intima, si direbbe, con un susseguirsi di canzoni profonde come “E’ non è”, “Una buona idea”, “Il negozio di antiquariato” e “Ecco”. A seguire anche due canzoni de “Il padrone della festa”, l’album scritto a sei mani con Silvestri e Gazzè; Niccolò ha cantato quella che ha definito essere un po’ più “farina del suo sacco”, ovvero “Giovanni sulla terra” e poi “L’amore non esiste”. Dopodiché ha proseguito con “La promessa”, “Costruire”, “Vento d’estate”, “Lontano da me”, per concludere con “Lasciarsi un giorno a Roma”. Al termine del concerto Fabi è tornato sul palco per un finale da brivido con altre due canzoni: “Fuori o dentro” e l’omaggio a Ivano Fossati con “Lindbergh”.

 

 

Niccolò Fabi in concerto a Spello

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