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Migranti, in Umbria svolgeranno lavori socialmente utili. Barberini: “Modello esportabile”

Pubblicato il 21 Agosto 2015 11:07 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:17

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L’accoglienza passa anche dall’integrazione con il territorio. E’ questa l’idea che ha mosso la Regione Umbria, pronta non più ad ospitare solamente i migranti, ma ad offrire loro l’opportunità di lavorare nei Comuni ed integrarsi così con le varie realtà del territorio. A portarla avanti l’assessore al Welfare Luca Barberini. Un lavoro di equipe con i Comuni ma soprattutto le Prefetture, visto che la normativa prevede che siano loro le responsabili della procedura. “Abbiamo cercato di coinvolgere tutti i soggetti istituzionali territoriali – afferma Luca Barberini – come Comuni, Anci e tutte le associazioni di volontariato che operano in questo settore da diversi anni”. I migranti saranno così i protagonisti di lavori socialmente utili, mettendosi a disposizione della comunità: manutenzione di giardini e cimiteri, verde pubblico e via dicendo. Coinvolto anche l’Inail per le coperture assicurative. “Quello che vogliamo dare è un messaggio importante che mette nuovamente in evidenza l’alto profilo culturale della nostra regione” sottolinea l’assessore Barberini. Ma quale è stata la risposta dei comuni? “Qualcuno non ha ancora capito adeguatamente, ma in linea di massima c’è una grande attenzione e disponibilità – spiega Luca Barberini – come Regione sin da subito abbiamo scartato l’ipotesi di creare un grande centro di accoglienza in un unico luogo. Tutto ciò non avrebbe favorito il processo di integrazione. Questa esperienza credo sia esportabile”. I NUMERI – L’Unione Europea ha previsto per l’Italia l’accoglienza di altri 10mila profughi. L’Umbria, che deve ospitarne il 2% del totale nazionale, ne riceverà quindi 200, che si vanno ad aggiungere ai 1206 già presenti. Nove di questi a Foligno.

Fabio Luccioli
Fabio Luccioli
Direttore di Radio Gente Umbra e Gazzetta di Foligno

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