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Servizi per l’infanzia tra luci ed ombre: bene Foligno, male Spoleto

Pubblicato il 27 Agosto 2015 16:39 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:14

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Un grido di allarme per tutelare i servizi per l’infanzia. È quello lanciato dalla Fp Cgil dell’Umbria, che giovedì mattina in una conferenza stampa ha denunciato le criticità presenti in un settore che, considerato “bene comune per la collettività”, necessita di essere rafforzato e migliorato senza subire ulteriori tagli. “Abbiamo forti preoccupazioni per la tenuta di questi servizi – dichiarano dal sindacato -, in particolare in alcuni Comuni”. Ed è per questo che chiedono di aprire una riflessione ed un confronto sul tema con la nuova giunta Marini. “A 10 anni dal varo della legge regionale –sottolineano – la situazione di questi servizi è a macchia di leopardo”. In alcuni comuni infatti si registra una tenuta del servizio pubblico, mentre in altri si sta assistendo ad un depotenziamento attraverso “l’adozione di politiche che sembrano favorire le strutture private – affermano dalla Fp Cgil – con una riduzione di risorse in gran parte a carico dei lavoratori e delle lavoratrici”. E a rappresentare, in modo emblematico, questa situazione di luci ed ombre ci sono anche Foligno e Spoleto. Nel primo caso un elogio va alla città della Quintana che, per l’anno scolastico 2015-16, ha aumentato i posti a disposizione negli asili nido, a cui si aggiunge l’assunzione di quattro maestre. Un aumento dovuto anche alla riapertura dell’asilo “Le Colline” di Vescia, chiuso nell’ultimo anno per lavori di manutenzione straordinaria. Non si può dire lo stesso, però, di Spoleto, dove il nuovo anno scolastico si aprirà con il taglio della sezione lattanti (12 bambini in meno) nell’asilo di Villa Redenta, pur avendo “tre educatrici in più – sottolinea la Cgil -, per una cattiva gestione delle risorse umane, e l’esternalizzazione programmata per settembre prossimo di una struttura educativa totalmente pubblica”. In merito quindi il sindacato chiede che “vengano riaperte le graduatorie e che l’amministrazione comunale torni indietro in questa scellerata scelta che non ha motivazioni nè pedagogiche nè di riassetto strutturale”. Sul fronte scuola, inoltre, c’è anche la situazione critica in cui versano cinque lavoratrici, a rischio licenziamento, della cooperativa che gestisce il servizio di ristorazione scolastica nel comune di Spoleto. Ad ogni modo, la Fp Cgil ha già convocato per il 10 settembre il Coordinamento regionale degli enti locali per affrontare a tutto tondo la problematica relativa ai vari comuni dell’Umbria. Obiettivo, costruire una “road map” con le azioni necessarie per  tutelare e rafforzare il servizio educativo dell’infanzia a gestione pubblica.

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