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Il M5S di Spoleto interviene sulla vicenda dell’Ecomostro: “Chi tutela i cittadini?”

Pubblicato il 5 Gennaio 2016 16:44 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:56

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Il Movimento 5 Stelle di Spoleto rompe gli indugi e, dopo le consuete consultazioni, esprime il proprio parere sulla vicenda dell’Ecomostro che negli ultimi giorni è tornata alla ribalta della cronaca con il pronunciamento della Corte di Cassazione di Roma. “Applicazione diretta della sentenza di demolizione, con la successiva bonifica e riconversione a verde del sito attraverso una vera partecipazione e concertazione tra le parti della città”. È questa, in sintesi, la posizione dei Cinque Stelle, dopo che le associazioni ambientaliste locali e l’associazione culturale Casa Rossa avevano sottolineato il totale silenzio dei rappresentanti politici della città ducale. E così, su questa scia, i pentastellati chiedono all’amministrazione di sapere chi tutelerà i cittadini. Cittadini che si trovano ad essere parte lesa in una vicenda che – come sostenuto dai Cinque Stelle – “sarà il primo vero banco di prova per la giunta del sindaco Cardarelli che in teoria dovrebbe comportarsi come da premesse elettorali e cioè limitarsi alla presa d’atto della sentenza della Cassazione e quindi procedere all’abbattimento del manufatto”. “Questo passaggio che dovrebbe essere abbastanza scontato, invece non lo è – affondano nella nota stampa – perché la giunta Cardarelli sta soltanto colmando il vuoto istituzionale lasciato dal PD spoletino, inesistente a Spoleto, quanto in Regione. Questa sostituzione – proseguono – non ha portato nulla di nuovo per la città, anzi ha lasciato sul terreno una serie di aspettative mancate e speranze disattese”. Nella nota, infatti, si sottolinea come non ci sia stato nessun aumento della partecipazione cittadina al dibattito, nessun coinvolgimento delle associazioni di categoria, oltre alle persistenti difficoltà di accesso alla macchina comunale. “La vicenda dell’Ecomostro – rimarcano – ci parla anche di una città aggredita nel corso degli ultimi 50 anni. Una città erosa dentro e fuori. Una città che non ha saputo reagire, politicamente, difendendo la sua compattezza architettonica”. Ed entrando nel merito della questione dei palazzi della Posterna aggiungono: “Gli attori di questa partita sono sei imputati ed alcune associazioni ambientaliste. Poi ci sono i proprietari degli immobili in balia di algoritmi urbanistici e giudiziari, giustamente non di loro competenza, e ci sono le amministrazioni comunali e, solo alla fine, i cittadini”. Così, ripercorrendo gli anni, ricordano che nel 2009, mentre il Movimento chiedeva un piano regolatore a zero cubatura per mettere fine al consumo di suolo e di paesaggio, “si consumava l’ennesimo strappo nella città”. In sostanza, per i Cinque Stelle gli ultimi tre sindaci, da Massimo Brunini a Fabrizio Cardarelli passando per Daniele Benedetti, hanno in comune un’unica soluzione, ovvero “una sanatoria che profuma di condono edilizio in pieno stile anni ottanta-novanta”. Sì, perché purtroppo – dicono riferendosi a Cardarelli – “chi eredita, eredita tutto”. Ed è per questo che si domandano “se questa amministrazione procederà nel solco delle precedenti, sanando una situazione irregolare”. Un fatto, però, per il Movimento è certo: “da questa situazione ci perdono tutti e a pagare saranno sempre i soliti: i cittadini che si ritroveranno uno scempio nello scempio, non sapendo cosa accadrà a quella zona laddove si eseguisse la sentenza, non avendo un progetto nel merito. E ci rimetteranno coloro i quali – continuano -, basandosi su documentazione regolare (concessioni e permessi a costruire), hanno comprato un appartamento in quel palazzo”. E da qui la domanda diretta all’amministrazione comunale: “Chi dovrà risarcire lo scempio e le eventuali cause di risarcimento per atti notarili regolari?”.

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