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A Cannara si lavora per la certificazione Igp della cipolla

Pubblicato il 7 Febbraio 2016 12:46 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:33

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Un comitato tecnico per la stesura di un disciplinare che detti i fondamenti produttivi e commerciali della Cipolla di Cannara. Obiettivo, ottenere la certificazione di Indicazione geografica protetta. È questo, difatti, il primo passo necessario per avviare l’iter, che permetterà alla cipolla di avere il marchio di origine da parte dell’Unione europea nell’arco di un anno. Il Comitato, composto da tre rappresentanti dei produttori, Luigi Ortolani, Simone Filippucci, Carlo Sirci, e dal consigliere comunale Mario Preziotti, delegato del sindaco Fabrizio Gareggia, avrà quindi il compito di collaborare con il Parco tecnologico e con la Confederazione italiana agricoltori dell’Umbria (CIA) alla stesura del disciplinare tecnico di produzione. Azione che si pone come elemento preliminare nel procedimento per l’ottenimento, appunto, della certificazione IGP. Ma le fasi per raggiungere l’obiettivo sono diverse e tra di esse, senza dubbio, la redazione del disciplinare costituisce il momento più delicato, perché rappresenta quello centrale e portante dell’iter. In quest’ottica, si sta procedendo infatti alla predisposizione di una serie di documenti, di natura tecnica e storica, relativi alla produzione della cipolla e alla sua tradizione legata al territorio cannarese. Compatibilmente con i tempi procedimentali, quindi, il conseguimento della certificazione IGP dovrebbe avvenire entro 8/12 mesi. “Esprimo grande soddisfazione – afferma il sindaco Gareggia – per la creazione del gruppo di lavoro costituito dai produttori, veri protagonisti di questo progetto, dal Parco tecnologico e dalla CIA Umbria, validissimi supporti tecnici. Un personale e sentito ringraziamento – aggiunge – per il sostegno fornito lo rivolgo all’assessore regionale all’Agricoltura, Fernanda Cecchini, che ha manifestato il massimo interesse rispetto all’iniziativa, imprimendole impulso”. Il Comune comunque sarà parte attiva del processo. L’amministrazione, infatti, intende coordinare le varie attività e i diversi soggetti coinvolti. “Si tratta di un primo passo concreto verso il riconoscimento – sottolinea Gareggia -, fondamentale in quanto il disciplinare garantirà uniformità e qualità nelle produzioni, rispetto della tradizione del prodotto e – conclude – sviluppo economico del territorio”.

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