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Siringhe abbandonate, bagni pubblici e strutture fatiscenti, il Wwf presenta il “Caso Foligno”

Pubblicato il 9 Febbraio 2016 14:42 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:32

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È il video del momento quello messo in rete dall’associazione Wwf che vede il presidente, Sauro Presenzini, mostrare le pessime condizioni di alcuni luoghi pubblici della città di Foligno. Prendendo in prestito la metafora utilizzata dallo stesso Presenzini è la cura del dettaglio che denota l’amore che il proprietario ha per la propria abitazione e che distinguere una bella casa da un’altra. Applicando lo stesso metodo di lettura al luogo in cui viviamo l’immagine che viene fuori guardando i parchi urbani, le aree verdi e altri spazi cittadini di Foligno tratteggia una gestione da parte dell’amministrazione pubblica alquanto scadente. A documentare lo stato di degrado una serie di immagini recenti che riguardano non un solo caso isolato. Un primo esempio è la riserva naturale di Sassovivo, inaugurata poco tempo fa a fronte del contributo economico comunale, dove erano stati montati cartelli didattici, tavoli, panchine e reso fruibile il percorso anche ai disabili, una serie di lavori di cui oggi non vi è più alcuna traccia. Altrettanto disgustoso lo spettacolo che offre il parco Hoffman, luogo regnato dai vandali e dai roditori, in cui il verde fa ormai da tappetino alle discariche di rifiuti a cielo aperto in un contorno fatto di muri completamente imbrattati e impianti elettrici distrutti. Il video-denuncia culmina poi in una sequenza di riprese nei bagni pubblici folignati. Iniziando da quelli che si trovano in zona plateatico, passando per quelli del parco dei Canapè, arrivando a quelli adiacenti piazza della Repubblica sembra cambiare ben poco, lo spettacolo è a dir poco vergognoso. Un’immagine con la quale sicuramente nessun cittadino vorrebbe essere identificato, un biglietto da visita da non mostrare a nessun visitatore. Nei pressi di quella che è la rinnovata stazione degli autobus sono ben due i servizi chiusi con le catene ed anche il terzo risulta inutilizzabile visto che a regnare sovrano è un manto di rifiuti, escrementi e l’insopportabile tanfo. “Con il tempo invece di prendersi cura e sistemare i bagni già esistenti si è preferito installarne degli altri – spiega Presenzini –. Uno schiaffo per il cittadino che non ne può usufruire”. Stesso “arredamento” nei bagli pubblici dei Canapè e di via Pertichetti dove ai rifiuti e agli escrementi si aggiungono siringhe e sangue, un vero e proprio ritrovo di balordi insomma. “Pressapochismo e menefreghismo – sono le parole del presidente del Wwf – l’immagine dell’amministrazione pubblica ne esce con le ossa rotte. Facile fare inaugurazioni, più difficile gestire le opere nel tempo e tenerle efficienti”. Spontaneo e immediato il paragone ad altre realtà vicine come i bagni pubblici di Spello che appaiono in tutt’altro stato. “Sicuramente adesso si cercherà di correre ai ripari per cancellare la vergogna – conclude Presenzini – ma la domanda è: perché dopo la denuncia e non prima?”

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