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Spoleto, Casa Rossa: “Una città senza lavoro”

Pubblicato il 21 Febbraio 2016 12:51 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:22

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Costituire un comitato di disoccupati e precari del lavoro a Spoleto. È questo l’obiettivo dell’incontro organizzato dall’associazione Casa Rossa, in programma per lunedì 22 febbraio, alle 18, nella sede di via XIV giugno. È evidente, infatti, che la crisi occupazionale si fa sentire anche nella città ducale, dove negli anni numerose aziende hanno chiuso i battenti. Dal Cotonificio, alla Panetto e Petrelli, passando per la Minerva e, infine, per la Ims-Pozzi, le opportunità di lavoro sono, per ovvi motivi, calate drasticamente. Ad oggi, alla Cementir lavorano circa 90 dipendenti, allo Stabilimento militare di Baiano restano poco più di 200 lavoratori, all’Italmatch poche decine. Insomma, se in queste aziende a metà degli anni Settanta lavoravano 2.500 operai, ora ne rimangono solo poco più di 300. “Sentiamo parlare di tutto anche nella nostra città – si legge in un comunicato stampa diramato da Casa Rossa – tutto meno ciò che serve prima di ogni altra cosa: il lavoro. Quel lavoro che non c’è e quando c’è è senza diritti, precario e con salari da fame, di cinque, seicento euro al mese”. A tutto ciò, quindi, per l’associazione spoletina non si può e non si deve rimanere indifferenti. “A Spoleto c’è la desertificazione industriale – continuano nella nota -, dal 1985 ad oggi, in trent’anni, tutto il tessuto di aziende di media grandezza è stato smantellato”. Salari da fame, lavoro precario, lavoro nero e disoccupazione. È questa la drammatica fotografia che Casa Rossa fa, sottolineando l’affanno di numerosi disoccupati o di persone che si arrangiano con “lavoretti” per portare a casa quei pochi soldi che, il più delle volte, neanche bastano. “Le cose cambiano nome – dicono -,  ma la condizione di chi lavora è la stessa miserevole del XIX secolo; oggi si chiamano voucher, call center, partite Iva, ma siccome, quando va bene, si portano a casa 600 euro in una famiglia per vivere, occorre che si lavori in 3 o 4, come nell’Ottocento. Chi perde lavoro a Spoleto – aggiungono –, quando e se lo ritrova, lo trova fuori città, non a Spoleto”. Da qui, quindi, l’appello rivolto a quanto vorranno agire uniti. “Siamo decisi a spendere tutte le nostre energie – concludono da Casa Rossa – per convincere e far capire a chi oggi vive la disperazione o è precipitato nella delusione che insieme possiamo fare cose importanti”.

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