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La biblioteca di Annifo, una perla culturale nella montagna

Pubblicato il 6 Marzo 2016 11:02 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:13

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Una perla culturale tra le montagne di Foligno. Potrebbe essere definita così la biblioteca di Annifo, una splendida realtà nel cuore di una delle frazioni folignati che ancora cerca di custodire e conservare la sua ricchezza non solo paesaggistica. Il paese vuole infatti essere anche ricerca e istruzione. Ma ciò che rende ancora più appassionante la biblioteca di Annifo, è che a gestirla è un gruppo di giovanissimi ragazzi del paese. Studenti universitari durante l’arco di tutta la settimana, che si trasformano in dei veri e propri bibliotecari di sabato. Tutto è partito da un’idea: quella di sistemare e catalogare i tantissimi libri arrivati durante il terremoto. Nell’arco dell’intero periodo dell’emergenza, tra i tanti oggetti inviati da ogni parte d’Italia c’era anche chi aveva deciso di inviare le proprie letture. In mezzo a queste, anche dei diari redatti dai volontari della Caritas che hanno sostenuto la popolazione nei mesi del sisma. Tre anni fa Marika e Marzia Sampaolo insieme ad Ivan Petrini hanno raccolto l’invito di don Flavio, ovvero quello di portare nei locali della parrocchia i libri rimasti nei container. Detto, fatto. E’ così che da circa un anno i tre ragazzi passano il sabato pomeriggio nella loro biblioteca, oramai divenuta una vera e propria seconda casa. A volte ne approfittano per studiare insieme agli altri giovani del paese, in altri casi proseguono invece l’opera di catalogazione e di gestione della biblioteca, arrivata a 107 iscritti. E’ così che queste stanze sono diventate un vero e proprio luogo di scambio culturale per un gruppo di ragazzi dinamici ed attivi. “Tutti pensano che qui siamo dei ‘montanari’ – affermano in coro e con orgoglio Marika, Marzia ed Ivan – invece il nostro paese ha un’altissima percentuale di laureati”. La perla culturale della frazione ha una vista mozzafiato, tra campi verdi e montagne innevate. La “nicchia” creata dai giovani annifani ha la speciale capacità di far fermare il tempo. Dal 14 marzo 2015 è partita la certosina catalogazione dei libri. Circa 500 gli autori italiani, 800 quelli stranieri. Nella biblioteca è possibile trovare un gran numero di volumi, grazie anche al contributo di don Flavio, che ha messo a disposizione i suoi. Pochi giorni fa è arrivata anche una speciale donazione: un privato ha portato ad Annifo ben 118 libri. “Speriamo non sia l’unico – spiegano i ragazzi – anzi, invitiamo tutti a collaborare e a donarci qualche tomo che possa arricchire i nostri scaffali. Abbiamo poi preso contatti con una libreria di Perugia con la quale dovrebbe partire una collaborazione per scambiarci alcune cose”. A Fracesco Savino, nato nel milanese ma trasferitosi ad Annifo da diversi anni, il compito di “informatizzare” il tutto: “Stiamo lavorando ad un portale internet dedicato alla nostra frazione e vogliamo implementarlo inserendo al suo interno il catalogo della biblioteca” afferma. Tra gestione dei prestiti, catalogazione e lavori certosini, i tre ragazzi si sono organizzati anche in altro: un piccolo fornellino per prepararsi il caffè con la moka. A questo, si aggiunge anche la creatività nell’aver realizzato un segnalibro distintivo della biblioteca. L’iniziativa dei giovani di Annifo gode anche dell’apprezzamento dei più grandi: “Hanno fatto un grandissimo lavoro – spiega Luigi Anselmi, presidente della Proloco – i nostri ragazzi hanno creato una struttura bellissima ed il merito è tutto il loro”. Ora l’obiettivo per il futuro è quello di mettere a regime anche la sala riunioni della parrocchia, da poter utilizzare per ospitare dei cineforum e magari presentazioni di qualche libro. Il tutto, con il grande amore per la loro terra: “Le nostre radici con Annifo sono inseparabili – chiosano Ivano, Marika e Marzia – possiamo andare in tutte le parti del mondo ma questa è la nostra casa e la biblioteca è diventata nel tempo la seconda dimora”. La “perla della montagna” è un patrimonio da salvaguardare e valorizzare e loro tre lo hanno capito sin da subito.

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