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La sfida di Palazzo Trinci: primo museo d’Italia con cene storiche “sottovuoto”

Pubblicato il 24 Marzo 2016 10:47 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:01

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Lo studio di come mettere in piedi una cucina storica senza rovinare il palazzo è durata anni, ma alla fine l’obiettivo è stato centrato. Stiamo parlando della possibilità che il più famoso museo di Foligno metterà a disposizione di turisti e visitatori: pranzare o cenare in un’atmosfera unica nel suo genere. Quella di poter usufruire di un ristoro all’interno di un palazzo storico o di un museo è una strategia già vista. Anche in Italia, in molti luoghi d’interesse è possibile usufruire di una sala ristorativa. Sin qui dunque, nulla di nuovo. La vera svolta messa in atto dai responsabili di Coop Culture, cooperativa che gestisce Palazzo Trinci, riguarda il tipo di cucina e le modalità di consumazione dei pasti. Le pietanze verranno cotte “sottovuoto”, ovvero senza disperdere fumi, profumi e odori per le varie stanze del museo. Il menù è stato studiato con uno chef del territorio e prevede, oltre a piatti tradizionali, anche la possibilità di scegliere ricette romane, medievali e rinascimentali. Con i dovuti accorgimenti si potrà mangiare per le sale del palazzo. “E’ possibile anche partecipare a degli eventi che prevedano una visita con la quale, attraverso le opere del museo, si potranno estrapolare i messaggi legati al modo di vivere la vita di quell’epoca – afferma Alessandro La Porta, responsabile di Coop Culture per l’Umbria – i pasti potranno comprendere sino a quaranta persone per volta, a qualunque ora del giorno e della notte. Il tutto accompagnato anche da aneddoti, interventi musicali o di attori”. Queste speciali visite sono già state proposte ad alcune guide umbre e verranno poi diffuse anche fuori Italia, per far conoscere un nuovo modo di vivere l’arte e la cultura. Anche le aziende del territorio potranno portare i loro clienti a mangiare in un posto decisamente senza eguali. Una vera e propria sfida quella che si appresta a vivere palazzo Trinci, cogliendo l’opportunità offerta da una città che negli ultimi mesi ha visto crescere il suo incoming turistico.

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