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A Foligno un consiglio comunale aperto sulla ludopatia. M5s: “Fare come a Torino”

Pubblicato il 6 Ottobre 2016 10:38 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:08

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Il gioco d’azzardo e la ludopatia all’attenzione della politica folignate. E’ in programma per il prossimo 12 ottobre un consiglio comunale straordinario e aperto agli interventi dei rappresentanti politici, sanitari ed istituzionali del territorio. Al centro della discussione, come detto, le azioni di contrasto per cercare di sconfiggere la piaga della ludopatia. L’invito del presidente della massima assise cittadina Alessandro Borscia, è stato spedito all’assessore regionale alla sanità Luca Barberini, al direttore generale quello sanitario e l’amministrativo della Usl2 Imolo Fiaschini, Pietro Manzi ed Enrico Martelli. Con loro anche la dottoressa Sonia Biscontini, responsabile del Dipartimento dipendenze della Usl2 e la dottoressa Lucia Coco, responsabile regionale del Gap. Convocazione anche per Fabrizio Bastida di Confcommercio Foligno, Cristiana Mariani di Confesercenti Foligno, Fracesca Cascelli di “Innamorati del Centro”. Con loro anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Il gioco d’azzardo è una patologia contro la quale la Regione dell’Umbria sta portando avanti una lotta serrata soprattutto negli ultimi anni. E’ il caso della legge regionale 21 del 2014 per il contrasto al gioco patologico. Nel Cuore verde d’Italia la ludopatia interessa 10mila persone. In regione, si stima che nei primi mesi del 2013 si sono giocati 2 milioni di euro al giorno. Sulla vicenda c’è da registrare la mozione dei consiglieri comunali folignati del M5s Fausto Savini e Valentina Ferrari, che chiedono al sindaco di attuare le decisioni prese già a Torni e nell’area metropolitana. In particolare, si richiede l’accensione delle slot machines nei locali dalle 10 alle 12 e dalle 18 alle 23 e il divieto assoluto dell’utilizzo per i minori, così come quello di non permettere attività pubblicitarie per le sale da gioco. “Oggigiorno – spiegano i due pentastellati folignati – la ludopatia è una delle più morbose e pervicaci forme di dipendenza. Vogliamo che Foligno, così come hanno fatto Torino ed altri 18 Comuni dell’area metropolitana, si doti di adeguati strumenti per combattere questo mostro moderno”.

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