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Luminarie e Fils, Stefania Filipponi va all’attacco

Pubblicato il 12 Dicembre 2016 11:29 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:34

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Debiti oltre i 4 milioni e mezzo di euro e diritti dei lavoratori calpestati. Torna all’attacco Stefania Filipponi e lo fa puntando il dito contro la gestione del Comune di Foligno in merito alla Fils. L’esponente di Impegno Civile in consiglio comunale spiega come l’amministrazione “impone sacrifici ai dipendenti per rimettere, con la riduzione del costo del lavoro, in bonis la società”. Per farlo, la richiesta al consiglio comunale è quella di ricapitalizzare la società, impegnando oltre 1 milione di euro, a carico dei folignati. Stando a quanto riportato sempre da Stefania Filipponi, una nuova tappa per il salvataggio della Fils era in programma nella mattinata di lunedì, quando in un incontro con i sindacati il Comune ha di modificare il contratto di lavoro da “enti locali” a “multiservizi”. Per l’esponente d’opposizione, tutto questo non è una richiesta, bensì un ricatto. Insomma, a rimetterci saranno gli operai senza “nessun addebito agli amministratori e agli uffici comunali che per anni hanno omesso di avviare idonei processi di riorganizzazione aziendale, così come nessuna responsabilità viene attribuita ai vertici aziendali”. LUMINARIE – Ma quella riguardante la Fils non è l’unica polemica natalizia di Stefania Filipponi. L’altra riguarda una vicenda inerente proprio le festività e, più precisamente, alle lamentele sorte sull’addobbo cittadino e le luminarie. “Il buio che avvolge alcune vie della città, l’assenza di qualsiasi evento – spiega Stefania Filipponi – è la rappresentazione plastica della pochezza politica-amministrativa, una oscurità veramente illuminante perché descrive, meglio di tante parole, la mancanza di un progetto di città”. Eppure per la capogruppo di Impegno Civile, attraverso il Puc2 era stato elaborato un piano di marketing “con l’ausilio di consulenze esterne profumatamente pagate per la valorizzazione del centro storico, per sviluppare azioni a sostegno delle manifestazioni più importanti per la promozione dell’immagine, dei valori storici, culturali ed economici della città”. Un piano di marketing che negli anni è stato anche rimodulato verso l’alto ma, insieme alla cabina di regia del centro storico, non ha dato i suoi frutti. Per la Filipponi solamente “un feticcio a cui sono state affidate le sorti del cuore folignate e in cui soggetti autoreferenziali hanno cercato, come al solito, di imbucarsi per raccogliere briciole. Forse è giunto il momento di rendicontare ai cittadini le spese sostenute e le ricadute, i benefici – conclude – che Foligno ne ha tratto”.

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